Il prete sposato? È solo

«Da soli, con coraggio, per i diritti civili: anche se sembra di aver lottato invano, dei semi sono stati gettati». Invece dell’annunciata sfilata silenziosa della delegazione di preti sposati ai margini di Piazza San Pietro, il promotore della protesta, don Giuseppe Serrone, si è trovato ieri da solo con la moglie a manifestare affinché Benedetto XVI riconosca i preti sposati, abolisca il celibato e affronti l’esclusione delle donne dal sacerdozio.
L'ex sacerdote siciliano don Serrone, affiancato dalla consorte, l’albanese Albana Ruci, a nome dei «Sacerdoti lavoratori sposati» e dell’associazione di volontariato «Chif-Liberi e Solidali», si è presentato all’inizio di via della Conciliazione fin dalle 9,45 di ieri mattina per il programmato «raduno pacifico di protesta per i diritti civili delle donne e delle famiglie dei sacerdoti sposati nella Chiesa». Ma alle 10, dal coordinatore delle sette pattuglie della Polizia e una dei Carabinieri presenti per controllare la situazione, ha appreso che la manifestazione non era stata autorizzata dalla Questura e pertanto si doveva sciogliere al più presto. L’ex parroco del Viterbese afferma comunque di aver inviato la richiesta di autorizzazione già dal 30 giugno scorso, insieme a quella per sistemare un banchetto per la distribuzione di materiale divulgativo sull’evento e di non aver avuto risposte, avvalendosi così della norma del silenzio-assenso. Ma non c’è stato nulla da fare. Per la protesta non c’era l’autorizzazione. In ogni caso, don Serrone si è rammaricato della non partecipazione dei vari gruppi italiani di preti sposati del Nord Italia e delle varie associazioni nazionali di preti sposati. «Credo che molti di loro - ha commentato - sono ancora legati strettamente con le parrocchie e le diocesi o gli ordini religiosi e hanno paura di uscire allo scoperto, nascondendosi nell’anonimato del Web».
L’obiettivo dell’iniziativa di don Serrone, oltre a denunciare le precarie condizioni in cui vivono le famiglie dei preti sposati, era richiamare l'attenzione della comunità cristiana e delle autorità ecclesiastiche sulla «necessità» di estendere «a tutto il resto della Chiesa cattolica i diritti del clero uxorato concessi alla Chiesa di rito orientale».
Secondo una stima ufficiosa del sodalizio «Vocatio», i preti sposati italiani oscillano tra gli 8mila e i diecimila.