Le pretese del «Manifesto»

Alzata di scudi, al Manifesto, contro il decreto Tremonti, che taglia i contributi diretti all’editoria, quelli che vanno a testate cooperative, no profit e di partito. Ed è naturale che, essendo cooperativa, il Manifesto si senta punto sul vivo. Meno naturale è che, mentre la linea del quotidiano diretto da Gabriele Polo non si stanchi di sbandierare il vessillo del rigore nei conti pubblici, nell’editoriale di ieri faccia un po’ di conti e rivendichi di avere «diritto» a 4,3 milioni di euro. Certo, la sinistra ha nel Dna la cultura dell’assistenzialismo di Stato, ma pretendere dal governo che riduca gli sprechi e poi avanzare la richiesta di denaro pubblico «offende la decenza e il senso del pudore» per citare l’editoriale di ieri, rivolto al decreto Tremonti. È il rigore, bellezza.