Preti e abusi sessuali Bertone: «Un disegno contro la Chiesa»

Il cardinale accusa i media: «Basta mistificazioni Alcune inchieste raccontate in maniera vergognosa»

da Milano

La Chiesa è sotto attacco. Ad opera dei «media», italiani e europei, ipersensibili, anzi pruriginosi, davanti al tema delle presunte violenze sessuali commesse da sacerdoti e religiosi. Il cardinale di Stato vaticano Tarcisio Bertone abbandona la linea della prudenza e in un’intervista alla Radio Vaticana passa al contrattacco denunciando «il disegno» preciso e le «falsificazioni» nel modo in cui i giornali trattano l’argomento. Di ritorno dagli Usa, al Meeting di Rimini, Bertone aveva glissato sul caso Gelmini: «Non mi sono fatto un’idea, scusatemi, ma ho migliaia di problemi che riguardano tutto il mondo».
Poche ore e il numero due del Vaticano cambia registro prendendo spunto da un’altra inchiesta scabrosa, quella condotta dalla procura di Torino su alcuni sacerdoti accusati di molestie: «Mentre ero negli Stati Uniti mi hanno informato che per una settimana su un giornale italiano è comparso un istituto educativo, che ha una grande tradizione educativa, per un fatto che è tutto da accertare, che è in mano alla magistratura, e appariva come un istituto dove si commettono chissà quali delitti. Questa è una falsificazione».
Il riferimento, inequivocabile, è al Valsalice, prestigioso liceo della Torino bene il cui economo è al centro dell’indagine dei Pm Cristina Bianconi e Manuela Pedrotta. Nei giorni scorsi due ex allievi eccellenti del Valsalice, proprio Bertone e il Procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, avevano scritto a Famiglia Cristiana difendendo il liceo fondato da don Bosco e definendolo «un fiore all’occhiello nella storia di Torino».
Ora Bertone rincara la dose e allarga il discorso ad un clima generale che si respira in Italia e in Europa, dove è arrivato direttamente dall’America e dallo scandalo dei preti pedofili che hanno mandato in bancarotta ricche diocesi. «In qualche momento - spiega l’alto prelato - sembra ci sia un disegno» preciso e anche una «falsificazione» in tv e sui giornali: un modo di raccontare impregnato di laicismo, «vergognoso e mistificante», da «condannare assolutamente».
Il punto, secondo il cardinale, è la troppa attenzione che si dà alla cronaca giudiziaria rispetto alle opere di testimonianza e missione nel mondo: «È un modo falsificante di presentare la Chiesa, come un solo frammento nella grande Cappella Sistina restaurata». Eccolo il paragone che spiega il pensiero di Bertone: «La Cappella Sistina restaurata è uno splendore e ha riacquistato i colori originali di Michelangelo, specialmente il grande affresco del Giudizio Universale. Ci sono dei ritagli di affresco che hanno mantenuto il colore rovinato, viziato dalle candele, dai secoli, dalle celebrazioni. Quindi, ci sono dei ritagli, dei rettangoli oscuri. Se uno puntasse la telecamera per riprendere la Cappella Sistina su questo angolo oscuro e non la puntasse sullo splendore, sarebbe una falsificazione. Anche questo frammento è Cappella Sistina, certamente, ma non è il grande capolavoro. La Chiesa - prosegue Bertone - è un grande capolavoro di Dio e degli uomini e delle donne di Chiesa, nel passato della sua storia gloriosa e nell’attualità di un volume immenso di bene che la Chiesa produce in ogni parte del mondo». Per questo la «requisitoria» si chiude con una condanna: il «modo dei media di presentare la Chiesa, qualunque sia l’intenzione o la colpa, è un modo mistificatore».