Preti pedofili, la Rai compra il filmato prodotto dalla Bbc

Il cda di Viale Mazzini ha sbloccato l’acquisto del documentario, che però non andrà in onda nella prossima puntata del programma di Santoro, &quot;Annozero&quot;. Monsignor Betori: &quot;Nessuna censura, ma si rispetti la verità&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=179821">Casini: &quot;Perché mandare in onda un documentario spazzatura?&quot;</a></strong>

Roma - Il caso del video della Bbc sui preti pedofili che Michele Santoro vuole acquistare per il suo Annozero, è stato al centro della discussione di questa mattina del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini. In primo luogo è stato sbloccato l’acquisto del documentario che però non andrà in onda nella prossima puntata del programma. Lo ha fatto sapere ai vertici Rai lo stesso Santoro, che ha ravvisato la necessità di verificare alcuni aspetti del documentario prima di proporlo al pubblico di telespettatori italiani di "Annozero".

Monsignor Betori: "Niente censure, ma rispetto della verità" «La Chiesa Italiana non invoca censure, tiene però al rispetto della verità». Il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori ha riassunto così la posizione della Chiesa Italiana in merito all’ipotesi che sia trasmesso dalla Rai il filmato sulla pedofilia della Bbc, che attribuisce alla Santa Sede e in particolare al Papa una presunta volontà di coprire gli abusi sessuali commessi dai preti. Il documentario della Bbc, ha affermato Betori, «non rispetta la verità, ad esempio quando attribuisce a Ratzinger la paternità di un documento emanato dalla Congregazione della Dottrina della Fede 19 anni prima della sua nomina alla guida del dicastero». Così come sono «notizie false» quelle relative ad un presunto perdonismo della Chiesa: «si attribuisce alla legislazione canonica - ha denunciato Betori - la volontà di coprire gli autori di questi gravi atti criminali, mentre la competenza della Santa Sede è invece un aggravamento della disciplina: il 90 per cento di coloro che vengono giudicati, infatti, sono poi estromessi dallo stato clericale». Davanti a tutto questo, ha spiegato monsignor Betori, «nessuno mette censure: chiediamo solo che se dovesse essere trasmesso ci sia anche una netta presa di distanza da tutte le falsità che sono contenute in esso. Falsità di fatto, che speriamo che si facciano emergere».

Berlusconi: "Mediaset non comprerà quel video" «Dalle informazioni che ho io è stato molto criticato anche in Inghilterra e più che informazione è disinformazione». Così l’ex premier Silvio Berlusconi ha risposto in merito alle polemiche sul documentario della Bbc su presunti preti pedofili. «Stamattina - ha spiegato Berlusconi - per mettermi d’accordo con Confalonieri su un appuntamento per domani ad Atene, gli ho domandato del video, avendo visto i titoli sui giornali, ma lui mi ha detto che non ha nessuna intenzione di acquistare quel documentario». 

Urbani: "Occorre garantire l'imparzialità del servizio pubblico" «C’è una differenza sostanziale tra autorizzare l’acquisto e prevedere la messa in onda di 'Sex crimes and Vatican'. Va bene comprare il documentario della Bbc, ma, in caso di trasmissione, occorre garantire il rispetto dei doveri di imparzialità del servizio pubblico. Chi ne assume la responsabilità?». Lo chiede il consigliere di amministrazione della Rai, Giuliano Urbani, osservando che nella seduta odierna del Cda «tutti abbiamo riconosciuto i diritti d’autonomia di Santoro. Il problema è capire chi è chiamato a far rispettare i suoi doveri». Il consigliere in quota Fi punta il dito contro «la deresponsabilizzazione inaccettabile» avvenuta a più livelli nei vertici aziendali: il direttore di rete Marano che afferma che la responsabilità non è sua, chi sostiene che sia del dg. Insomma, «una manfrina intollerabile a cui diciamo basta. Per questo - spiega Urbani - abbiamo chiesto al dg di formulare in termini inequivocabili a chi spetta la responsabilità della messa in onda». Cappon ha risposto, riferisce Urbani, «che in prima battuta spetta al direttore di rete, in seconda a lui, cioè al dg».