Preti & Radicali

Io sarò pure un mangiapreti, ma tocca ammettere che la Chiesa sulle questioni dei diritti umani sta dando la birra a tutti. A parte il dettaglio che i preti sono quelli che sovente finiscono ammazzati, le parti ormai paiono invertite: gli Stati laici e democratici, teorici assertori dei diritti civili, parlano come vecchi prelati e calibrano le proprie indignazioni solo sulla base di convenienze politiche e commerciali. Il più scomodo testimone del genocidio degli armeni è stato il Papa: l’Occidente era impegnato a non ostacolare la candidatura europea della Turchia. E la Cina? Il Vaticano è stata l’unica nazione del mondo a inoltrare proteste ufficiali per la scomparsa di svariatissimi religiosi, tanto da costringere le autorità cinesi a confuse risposte: l’Occidente era impegnato ad affrontare la questione import-export. Non c’è da stupirsi se è stata ancora la Chiesa, pochi giorni fa, a ricordarci dell’esistenza storica e presente degli zingari, popolo di cui non frega niente a nessuno: il nazismo li sterminò quasi tutti e la loro persecuzione risulta essere l'unica (ovviamente con quella ebraica) dettata da motivazioni esclusivamente razziali. L’Olocausto degli zingari si chiama Porrajmos, ma non lo conosce nessuno. Ovunque siano, in Romania come nel campo nomadi dietro casa, noi consideriamo gli zingari come una sotto-categoria sociale. Ma di certe questioni ormai si occupano solo i preti o i loro nemici Radicali.