Previdenza, pronto il decreto Sconti a imprese e lavoratori

L’accoglimento del piano esclude una manovra per il 2005


Il decreto legislativo sulla previdenza complementare è pronto e verrà presentato in Consiglio dei ministri venerdì prossimo dal titolare del Welfare, Roberto Maroni. Diverse le novità. Oltre alla compensazione per le imprese, un regime fiscale agevolato e la possibilità per il lavoratore di cambiare decisione. Viene, inoltre, confermato alla Covip un super ruolo di controllo. Previsto infine, ma non da questo decreto, che «in un prossimo futuro e previo confronto con i sindacati, le Regioni e le autonomie» come precisa Maroni, anche gli statali potranno accedere ai fondi integrativi. Critica la Cgil che non esclude un ricorso alla Consulta perché sostiene l’incostituzionalità del regime fiscale diverso per la previdenza complementare e per quella obbligatoria.
Silenzio-assenso. Il primo gennaio prossimo scatta il semestre durante il quale il lavoratore potrà decidere se destinare una quota del suo Tfr ai fondi pensione oppure continuare a mantenere la liquidazione presso il datore di lavoro. Nel primo caso, a partire dal 1° luglio 2006, il lavoratore potrà girare l’intero Tfr in un fondo da lui scelto. Nel secondo caso, però, potrà sempre cambiare idea. Se il lavoratore, invece, decide di non esprimersi nei sei mesi previsti allora si aprono tre possibilità: il datore di lavoro può trasferire il Tfr che sta maturando al fondo negoziale; il Tfr può essere trasferito a una delle forme pensionistiche a cui l’azienda ha aderito; in caso di mancanza di un fondo, il Tfr finisce nel fondo complementare dell’Inps.
Fondi per gli statali. Nella legge delega è previsto che progressivamente le norme per la previdenza complementare vengano estese anche ai lavoratori del pubblico impiego.
Compensazioni per le imprese. Le aziende costrette a rinunciare alla fonte di finanziamento rappresentata dal Tfr potranno dedurre dal reddito d’impresa il 4% dell’ammontare del Tfr annualmente destinato ai fondi integrativi. Percentuale che sale al 6% per le imprese con meno di 50 dipendenti.
Fondo garanzia per Pmi. Servirà per facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese in seguito al decollo della previdenza integrativa.
Agevolazioni fiscali. Sui fondi complementari, l’imposta è fissata al 15% e diminuirà dello 0,30% per ogni anno di versamento al fondo superiore al quindicesimo. In pratica, con 35 anni di versamento, l’aliquota scende al 9%.
Vigilanza a Covip. Avrà un super ruolo di controllo e di governance sui fondi. L’esercizio della previdenza integrativa, quindi, è subordinato all’autorizzazione della Covip. La commissione avrà due mesi di tempo per autorizzare o no il via libera al fondo. Chi eserciterà illegamente potrà essere punito con 6 mesi di reclusione e con una multa da 5.200 a 25mila euro.
Anticipi. Prevista la possibilità, in gravi situazioni di salute, di chiedere un anticipo fino al 75% della posizione maturata. Dopo 8 anni di iscrizione al fondo, si potrà ottenere fino al 50% per l’acquisto della prima casa
Risorse. Il governo ha previsto uno stanziamento di 20 milioni di euro nel 2005, 200 nel 2006 e 506 nel 2007.
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