Previsti dal Nord Africa 1,5 milioni di clandestini Maroni: "Via ai rimpatri"

Chiesto all'Ue un fondo speciale di solidarietà. Dall'inizio della crisi in Nord Africa sono arrivati 6.300 immigrati, la maggior parte sono tunisini. Ma Maroni assicura: "Siamo attrezzati per gestire l'impatto"

Roma - Sono 6.300 gli immigati arrivati in Italia dall’inizio della crisi in Nord Africa. Al termine della riunione con i colleghi di Francia, Spagna, Grecia, Malta e Cipro, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato che "in pochi hanno presentato domande di asilo e quelli che non lo hanno fatto saranno ospitati nei Cie fino a quando non arriverà il nullaosta per il rimpatrio e poi verranno rimpatriati". I cinque ministri hanno poi chiesto un fondo speciale di solidarietà da destinare ai Paesi che sopportano i maggiori flussi migratori per la crisi nordafricana. Ma le stime di Frontex sono tutt'altro che rosee: le rivolte nel Nord Africa potrebbero spingere in Europa tra 500mila e 1,5 milioni di immigrati che "si dirigeranno principalmente in Italia, Malta e Grecia".

Al lavoro nei centri di accoglienza Il titolare dell'Interno ha fatto fare una ricognizione in tutte le regioni, tramite i prefetti, per individuare luoghi e aree da utilizzare per l’emergenza flussi migratori. Stime fatte da rappresentanti della Lega araba, ha spiegato Maroni, parlano di 2-300mila immigati pronti a partire dalla Libia e noi ci stiamo preparando per sopportare l’impatto. "Possiamo farlo - ha sottolineato Maroni - ma non per lungo tempo, l’Unione europea ci deve aiutare". Ad ogni modo il ministro leghista ha fatto sapere che i clandestini saranno tenuti nei Cie fino a sei mesi dal momento che la direttiva europea prevede anche un tempo fino a 18 mesi. Per i rimpatri, invece, sono fondamentali i rapporti bilaterali con la Tunisia e con gli altri Paesi della sponda sud del Mediterraneo. "L’accordo con l’Egitto continua a funzionare bene - ha assicurato Maroni - quello con la Tunisia è più complicato, ci sono procedure lente per il riconoscimento e ci hanno imposti numeri bassi per i rimpatri, ma domani c’è una riunione a Palazzo Chigi per chiedere al nuovo governo tunisino di rinegoziare gli accordi". I 6.200 tunisini giunti in Italia sono stati tutti identificati ed attendiamo dalla Tunisia il nullaosta per i rimpatri: "Naturalmente, se ci dicono che ne possono accettare tre al giorno è un problema".