Preziosi ai contestatori: «Penso ad altro»

(...) in un ambiente scosso da sentenze di tribunali, dalla retrocessione in serie C, dall’arresto del suo presidente. «Un’infamità il tuo arresto ma se vuoi bene al Genoa vendilo presto, comunque grazie». Alla fine qualche mano esasperata ha deciso di armarsi di stoffa e pennarello e i cinque gruppi che domenica hanno firmato la protesta hanno anche infiammato la Genova rossoblù e il suo presidente. Anche perchè lo stesso Preziosi, quando la squadra viaggiava a mille e il futuro era roseo, dichiarava senza esitazioni: «Appena un solo tifoso mi dirà di lasciare io andrò via perchè il Genoa è dei genoani. Sarà sufficiente una scritta “Preziosi vattene“ e chi vuole il mio addio sarà accontentato».
E così si è scatenata la bagarre, decisamente inattesa visto che i supporter del vecchio Grifone quest’estate avevano fatto fronte comune per difendere il Re dei Giocattoli. Qualcosa si è incrinato, ma nel frattempo molte cose sono cambiate. In mezzo, tra l’acquisizione del club da Luigi Dalla Costa e la contestazione, c’è stata la serie C, la promozione in serie A, la combine, le sentenze dei tribunali e di nuovo la serie C. Per questo adesso anche le parole del presidente sono mutate: «In fondo questa scritta non mi ha colpito - racconta dalla sua villa sul lago di Como - è vero però che non trascuro quello che mi hanno voluto dire alcuni tifosi e devo dire che non sono nemmeno rimasto deluso. Ne prendo atto ma devo andare avanti perchè in questa situazione non posso fermarmi, bisogna lavorare molto per il bene della società, del mio Genoa».
Il suo Genoa, quello che ha lasciato per strada due punti d’oro dopo un pareggio agguantato dal Novara nei minuti finale: «Ecco questo sì, il pareggio mi ha rammaricato, molto più di quella scritta che copriva la tribuna. Un punto arrivato così non ci voleva per il morale della squadra ma sono sicuro che sapremo risollevarci. Presto rientreranno giocatori importanti e allora guadagneremo posizioni posizioni su chi ci sta davanti in classifica».
Intanto oggi ci sarà un’alta puntata della telenovela rossoblù: verrà infatti depositato l'atto che sancisce la conclusione delle indagini preliminari sulla presunta frode sportiva relativa alla partita tra Genoa-Venezia e decretò la promozione in serie A dei rossoblù. Il nodo cruciale rimane quello dell’associazione a delinquere, anche se difficilmente verrà cambiato il capo d’imputazione. Nel frattempo, dopo la fine dell’inchiesta genovese, si sta concludendo anche quella della Procura di Como: «Il bilancio del Genoa - spiega ancora Preziosi - è tra i più sani d’Italia. Lo dimostrerò con i fatti e non con le chiacchiere che invece fa qualcuno».
Insomma, il Re dei Giocattoli prova a guardare avanti. Pensa alla squadra, cercando di far capire a tutti che adesso la cosa più importante è tornare in serie B, il resto conta poco. Ma si attende anche la risposta dei tifosi del Genoa, spaccati dopo la contestazione, seppur in toni gentili, al loro presidente.