Preziosi ai tifosi:«Restituirò i soldi degli abbonamenti»

«Per la società si apre un periodo difficilissimo ma chi voleva un mio addio dovrà ricredersi»

(...)Lo ha stabilito il tribunale di Genova che ha sentenziato: «Non abbiamo giurisdizione che spetta invece al Tar». Ma il Genoa il ricorso al Tar non lo ha fatto, mentre dal Lazio erano stati chiari: «Calendari subito», avevano sentenziato ingaggiando una vera e propria lotta con il giudice Alvaro Vigotti. Ora non ci sono più appelli, o quantomeno non c’è più tempo.
Tra sette giorni comincerà il campionato, oggi ci saranno i calendari e il Genoa vedrà sul tabellone luminoso quali avversari dovrà affrontare.
Un smacco, un colpo al cuore, ma in qualche modo bisogna guardare avanti, anche se il futuro è a tinte fosche. Poi c’è un tifoso che sotto Palazzo di Giustizia urla, con la tensione alle stelle: «Abbiamo un presidente». Lui, Enrico Preziosi, pacato come non mai prova ad affrontare la situazione con orgoglio, con il piglio di chi si è fatto da solo.
Con il piglio di chi non molla, nemmeno dopo l’ultima mazzata: «Sono convinto che la giustizia sportiva in questo frangente non sia mai esistita, non abbiamo mai subito un processo ma è stato un accanimento verso il Genoa».
Preziosi torna indietro con la memoria, a quella maledetta partita con il Venezia. Quella che secondo la Disciplinare era combinata scovando un illecito sportivo per permettere al Genoa di andare in serie A. Il presidente però non ha mai ammesso niente, ha cercato anche di coinvolgere il Torino, ha provato fino alla fine a salvare il Genoa da quella che poteva essere una debacle sportiva: «Non so se non rifarei qualcosa di quel giorno - racconta il Re dei Giocattoli - non ci ho nemmeno pensato, ma lo sport si è manifestato come un club privato. Sono accanimenti che sono come bombe a orologeria. Ma è difficile che Preziosi se ne vada».
Già, il patron del Grifone non molla, non se ne va. Pensa ai suoi tifosi prima di tutto, pensa a chi ha acquistato l’abbonamento. Ricorda la gente in coda che si era quasi azzuffata per ottenere l’ambito tagliando davanti all’ingresso del Ferraris. Così Preziosi fa un passo indietro e ancora una volta dimostra che il popolo genoano arriva prima di tutto e tutti: «Restituirò i soldi degli abbonamenti». In 14 mila aveva acquistato la tessera, poi la corsa si era fermata quando il Genoa aveva iniziato a navigare in acque cupe, sotto il peso di intercettazioni e sentenze infauste.
Ma Preziosi è pronto a restituire i soldi, da settembre i botteghini del club saranno riaperti: «E’ giusto che venga incontro a chi mi chiederà il rimborso. Del resto la gente avrebbe dovuto assistere al campionato di serie A , non a quello di serie C». Ma ieri già alcuni tifosi hanno fatto sapere che non hanno alcuna intenzione di chiedere la restituzione dei soldi, ma che sono disposti a seguire il Genoa anche in serie C.
Il presidente comunque è calmo, pacato, e contemporaneamente amareggiato: «Tutte queste sentenze non mi hanno scalfito nemmeno per un momento, anche se sono deluso. Nei momenti difficili non voglio essere impulsivo ma razionale. Spero che domani sia un giorno diverso, che mi dia nuovi stimoli per andare avanti».
Difficile in questo momento pensare a quello che sarà ma in qualche modo bisogna guardare avanti. E il patron rossoblù già ieri pomeriggio, con una tensione che di ora in ora continuava a salire aveva lanciato un appello ai tifosi: «Non voglio assistere a scene di guerriglia. Comprendo sino in fondo l'amarezza dei tifosi per le tribolazioni vissute, ma li esorto a comportarsi in maniera civile e senza cadere in atti censurabili, lesivi dell'immagine della città. Ricordatevi che con gli atti di violenza, condannabili a priori non si cambiano le cose».
Nel frattempo in città l’avvocato Andrea D’Angelo, che aveva presentato un ricorso d’urgenza al tribunale genovese lasciando ancora un briciolo di speranza al Genoa e ai suoi tifosi, ha annunciato che presenterà un nuovo ricorso anche al tribunale del Collegio civile, sperando in un ribaltamento della sentenza perchè esisterebbero discrepanze tra la decisione di Alvaro Vigotti del 9 agosto e la sentenza presentata ieri. Ma i tempi sono stretti e certamente questo non può impedire alla Lega di serie C di stilare i calendari previsti per oggi e cominciare il campionato.
Insomma nelle sedi del tribunale continuano le battaglie ma ormai il Genoa ha comunque abbandonato ogni speranza di vedere quella serie A guadagnata sul campo appena due mesi fa.
Preziosi però va comunque avanti per la sua strada senza indecisioni: «Perchè il Genoa ormai mi è entrato nel cuore».