Preziosi chiude così: «Io ho la foto con dedica di Bush»

Possiamo dirlo ufficialmente, è arrivata la parola fine. A scriverla è il presidente rossoblù Enrico Preziosi che ha voluto chiudere la questione relativa alle polemiche post derby.
Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione «Prontocalcio», in onda sull'emittente Telecittà all'ora di pranzo, il patron rossoblù ha messo i titoli di coda a questa contesa che ha coinvolto un po' tutti nell'ambiente rossoblucerchiato: «Andiamo avanti, basta con queste polemiche che sono durate fin troppo. Dobbiamo guardare al futuro, alla prossima partita con l'Udinese che per noi è importantissima, punto e stop. Il nostro pensiero deve essere soltanto questo, pensiamo a ritrovare il giusto entusiasmo e proseguiamo il cammino in campionato senza guardarci indietro».
E su quello che aveva detto martedì il patron blucerchiato Riccardo Garrone («Mi interessano le opinioni degli altri soltanto se riguardano questioni di comportamento e arrivino da Montezemolo, Scalfari, De Bortoli o dal Presidente Napolitano»), Preziosi ha replicato in questo modo: «Io non ho accusato nessuno, e non volevo dare lezioni di stile a nessuno. Ho soltanto detto che io, in caso di vittoria del Genoa, non sarei sceso in campo ad esultare: non ho aggiunto altro. Magari qualcuno si è sentito toccato. Sul tavolo, comunque, ho la foto con dedica di Bush. Ma adesso basta con questa storia, dobbiamo pensare soltanto al campionato», ha concluso il presidente rossoblù che forse oggi potrebbe essere a Pegli in occasione del test amichevole che la truppa di Gasperini effettuerà con la Primavera di Luca Chiappino.
Intanto, ieri l'Associazione e l'Ordine Ligure dei Giornalisti ha emesso un comunicato su un fatto avvenuto a Pegli: «Come sempre accade, chi scrive qualcosa di non gradito viene espulso con un cartellino rosso. È accaduto oggi (ieri, ndr) ai colleghi di Il Secolo XIX e di Radio 19 per aver raccolto l'intervista (non smentita) al calciatore Konko del Genoa per "lo scontro" durante il derby con Campagnaro della Sampdoria, per un insulto razzista. Correttamente era stata sentita anche la Sampdoria che non aveva voluto commentare l'accaduto. Oggi pomeriggio porte chiuse per questi colleghi. Ovviamente come accaduto in altre occasioni tutto questo avviene con gli altri colleghi che invece di dimostrare la loro solidarietà procedono nel loro lavoro. Era accaduto in passato per colleghi dell'emittente di Primocanale messi "in castigo" dalla Sampdoria, accade nel resto di Italia. Che dire? Evidentemente nel mondo del calcio secondo alcuni si dovrebbe agire nel classico modo del "vizi privati e pubbliche virtù". Noi come Sindacato riteniamo che con onestà intellettuale e ascoltando tutte le parti in causa vadano raccontati gli uni e le altre. Convinti che in questo caso la società del Genoa "smaltita" una reazione assolutamente censurabile sia aperta al confronto come ha fatto in passato».