«Preziosi dovrebbe vuotare il sacco»

Purtroppo la normalità è la violazione delle regole e la giustizia è pura chimera ma a pagare è il cittadino

Egregio dott. Lussana, il campionato è alle porte: e non quello che tutti sognavano e ritenevano conquistato (per tre giorni!), ma quello dal quale eravamo fuggiti (ingiustamente!) due anni fa... la serie C!
È stata un’estate eterna, ricca di pareri, avvenimenti, proclami e assurdità. Forse è giunta l’ora di fare un po’ d’ordine evidenziando quello che è doveroso non trascurare. Innanzi tutto, è giusto partire dal Genoa e dai suoi organi dirigenziali, in particolare, l’ex presidente, proprietario Enrico Preziosi. Da quanto si annusa in città, pare avere ancora il gradimento di gran parte della tifoseria, ma forse più per opportunità che per fiducia effettiva. Per quel che mi riguarda, ad oggi Preziosi risulta essere colpevole di illecito sportivo, risulta non aver gestito al meglio una situazione ampiamente favorevole per il Genoa. Il finale di campionato resta carico di dubbi anche per chi vorrebbe negare l’evidenza e far finta di nulla. In questo frangente, la colpa più grave penso sia stata non tanto il fatto in se, ma il non aver preso le distanze da quella che pare essere prassi consolidata nel mondo del calcio, ovvero le partite combinate durante le quali si vedono goal a raffica, contropiedi con insensati passaggi all’indietro, errori grossolani, difese attonite e via discorrendo. Certo sarebbe stata una mossa coraggiosa, ma alla fine avrebbe dato i suoi frutti, questo è garantito: sarebbe stato il coronamento di due anni di ottima gestione, andando contro corrente (come spesso ha fatto) ripudiando il perverso sistema calcio ormai diffuso dalla serie A alla terza categoria. Purtroppo così non è stato.
Una domanda mi sorge spontanea però: e i giocatori? nessuno ne parla, ma se combine c’è stata, possibile che nessun componente della rosa ne fosse al corrente?
A questo punto, mi piacerebbe che Preziosi vuotasse il sacco, che raccontasse qualunque particolare a sua conoscenza facendo esplodere una volta per tutte uno sport che assomiglia sempre di più al wrestling.
Per chiudere questo discorso mi permetto di fare un elogio al nostro ex allenatore, Sig. Serse Cosmi, misteriosamente scaricato, e spesso accusato del «calo di rendimento» della squadra nel finale di campionato.
Il punto successivo da analizzare non può che essere l’iter del procedimento sportivo ai danni del Genoa 1893. Si è già detto e discusso ampiamente sullo squilibrio tra la colpa e la pena inflitta; sulla disparità di trattamento tra squadre «potenti» o coi santi in Paradiso e squadre utilizzate come capro espiatorio per cancellare un quinquennio di mala giustizia; sulle palesi difformità e violazioni dei principi costituzionali, giuridici ed anche professionali (la storia dei bigliettini è da repubblica delle banane) verificatesi nei diversi gradi di giudizio.
Io non voglio aggiungere altro, e nemmeno voglio stupirmi. Basta leggere i giornali tutti i giorni per capire che la normalità ormai è la violazione delle regole, mentre la giustizia è ormai pura chimera. A pagare oggi è il cittadino onesto, che non ha conoscenze influenti, o appoggi politici. Se sei un extra comunitario tutto ti è concesso, tanto la legge che prevede la tua espulsione (Bossi-Fini) viene bloccata spesso da giudici protagonisti e politicamente schierati; se sei un «disobbediente», hai diritto a vivere a spese del comune e dei contribuenti, non pagando acqua, luce, gas e affitto in barba a chi fa fatica ad arrivare a fine mese e se poi ti scontri con le forze dell’ordine dopo aver saccheggiato la città anni dopo puoi anche ottenere un cippo in memoria delle tue onorabili gesta; un assassino che fa il bravo in prigione, dopo tre anni può tornare in libertà e delinquere nuovamente; se sei uno zingaro, hai diritto non solo ad acqua, luce e gas, ma a delinquere liberamente.
A tutto questo si aggiunga il fatto che se ti nascondi dietro la parola tifoso e il viso dietro una sciarpa ti puoi permettere di bloccare una città o compiere devastazioni, ma con un piccolo appunto: partendo dal presupposto che gli atti di teppismo ai quali abbiamo assistito in queste settimane siano prima di tutto colpa di chi li attua, sono anche in minima parte figli di decisioni scellerate o politiche.