Preziosi: «Alla Figc prima importante vittoria del Genoa»

Luca Russo

«Un fatto senza precedenti nella storia della giustizia sportiva, un fatto che ora potrebbe portare a nuove clamorose e inaspettate sorprese». L'avvocato Maurizio Mascia, legale di Enrico Preziosi nella vicenda della sentenza prestampata della Caf che ha retrocesso il Genoa in serie C1, non nasconde la sua soddisfazione per il provvedimento adottato dalla Procura di Genova di acquisire a Roma alla Caf tutta la documentazione cartacea ed informatica che ha portato al provvedimento. Anche ieri i carabinieri, inviati dal procuratore capo di Genova Francesco Lalla, hanno trascorso una giornata romana per raccogliere nuovi elementi che potrebbero condurre ad altre indagini. Ed effettivamente il percorso che ha portato la Caf è stato costellato da una serie di circostanze strane sottolineate dallo stesso Mascia come «il problema del numero effettivo dei componenti del collegio, passato da dieci a cinque in corso d'opera, probabilmente a seguito della vicenda dei bigliettini e degli sberleffi a Preziosi, che è estremamente importante dato che la Caf adotta i suoi provvedimenti a maggioranza». Su quale base e con quale criterio si chiede l'avvocato, si è deciso di escludere proprio quei cinque? Intanto, secondo quanto emerso, la consulenza richiesta dal procuratore Lalla sarebbe stata principalmente condotta sul file del dispositivo della sentenza inviata alle parti il 16 agosto in allegato ad una e-mail. Dall'analisi di quel file sarebbe emerso che l'ultima stampa del dispositivo sarebbe stata eseguita il 3 agosto, mentre la deliberazione della sentenza risale al 6 agosto. Lo stesso dispositivo era stato anticipato alle parti via fax, due giorni più tardi, l'8 agosto. Dall'incrocio dei vari documenti sarebbe emerso che lo stesso dispositivo sarebbe quello contenuto nel comunicato ufficiale della Figc. Resta da verificare il "file madre" del dispositivo di sentenza, che aveva originato quelli inviati in allegato per posta elettronica, già oggetto di perizia. Per questo motivo i carabinieri della polizia giudiziaria ieri avrebbero sequestrato i computer nella sede della Federcalcio.
«È evidente che le denunce fatte, gli esposti hanno trovato accoglienza e quindi vedremo cosa succede - ha commentato a Pegli Enrico Preziosi - È stato fatto un sequestro, e questa per me è una priuma importante vittoria. È evidente che nonostante si sia data scarsa importanza alle denunce del sottoscritto e dei miei avvocati, i dubbi si sono trasformati in certezze e le certezze devono essere in qualche modo premiate. Cosa chiedo? Beh se il processo non si è svolto correttamente o questo processo si deve rifare o deve arrivare un risarcimento».