Preziosi: «Gasperini? Penso ad allungargli il contratto di un anno»

Mentre la squadra continua a preparare la sfida contro il Chievo che potrebbe garantire il matematico ritorno del Grifone in Europa, tengono ancora banco le voci di mercato. «Gasperini resta qui con noi. Anzi stiamo valutando se allungare di un altro anno il suo contratto».
Queste le parole del presidente Enrico Preziosi intervenuto ad un'emittente radiofonica. Su Milito e Motta ha ribadito che «nessuno dei due giocatori è stato richiesto ufficialmente da nessuna squadra. Né l'Inter l'argentino, né la Juventus il brasiliano. Quello che dico è la verità, non sono un pagliaccio». Chiare come sempre le parole del massimo dirigente rossoblù che smentisce tutte le indiscrezioni apparse in questi giorni sui vari organi di informazione. Nel frattempo sotto lo sguardo attento di aspiranti allenatori, Gasperini ed i suoi ragazzi continuano a preparare la partita di domenica. Hanno lavorato a parte Juric e Palladino, che restano in dubbio. «Il campionato non è ancora finito - puntualizza Ferrari, pronto al rientro dopo la squalifica - c'è ancora da lottare per il quarto posto. I complimenti preferiamo riceverli alla fine. In queste tre gare tutto può succedere come più volte ci ha insegnato il campionato».
La Fiorentina però ha saputo capitalizzare al meglio il periodo negativo, «riuscendo a conquistare vittorie negli ultimi minuti o con prestazioni sottotono. Invece se noi non siamo al massimo non riusciamo a portare a casa l'intera posta» spiega l'ex difensore giallorosso. Sul mercato e sul continuo chiacchierio che circola intorno al Genoa ed il suo allenatore «è una cosa assolutamente normale, visto il campionato che stiamo facendo.
Il gruppo è concentrato sugli obiettivi da raggiungere, considerando che di tutte queste voci alla fine risulta vero solo un 15%». Intanto Biava, uscito dall'ospedale dopo nove giorni, è andato al Pio XII per salutare i suoi compagni. «Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno mandato messaggi di auguri». Poi il difensore puntualizza: «Mi hanno chiamato Franceschini e Marotta per sapere come stavo e per chiedermi scusa. Non c'era bisogno visto che è stato uno scontro fortuito».