Preziosi: «Ma i nipponici mi rovinano il sonno»

da Bologna

«Da questa mattina abbiamo già cominciato a premere l’acceleratore su alcuni progetti in corso e che dobbiamo implementare molto velocemente». Così, ieri, l’ingegner Filippo Preziosi, il genio, il papà delle ultime Ducati. Tetraplegico dopo un incidente in motocicletta, è lui il motore della Rossa: «Il rispetto per i nostri concorrenti non ci fa dormire sonni tranquilli - continua -. Quest’anno abbiamo azzeccato la moto, ma siamo consapevoli che i nostri avversari, la Honda in particolare, sono molto vicini a noi... Non mi reputo il padre della Desmosedici, ma solo la persona che ha coordinato un gruppo di persone che ha realizzato questa moto: senza di loro non sarebbe venuta così bene. Il messaggio che mi piacerebbe passasse con la nostra vittoria - conclude Preziosi - è che siamo un Paese di grandi individualità che, se vuole, sa lavorare in squadra e ottenere grandi risultati anche in campi industriali: dobbiamo solo avere fiducia in noi stessi».