Preziosi a Matrix: «E adesso si rifaccia il processo al Genoa»

Paola Balsomini

Aveva deciso di sedersi sulla poltrona di «Matrix», trasmissione in seconda serata condotta da Enrico Mentana su Canale 5, per gridare al mondo l'ingiustizia che l'estate scorsa aveva colpito il suo Genoa. Enrico Preziosi invece alla fine è stato costretto a subire i discorsi sulle intercettazioni, sullo scandalo Juve, su chi sarà il vice Carraro. Eppure nel corso della trasmissione più volte ha provato a dire che il suo club ha subito un'ingiustizia: «Suvvia Preziosi - gli ha risposto Ignazio La Russa, eletto anche in Liguria per la lista di Alleanza Nazionale - lasci perdere, anche voi qualcosa avete fatto». E via così, per poi precisare che «Il Genoa deve essere ripescato, speriamo». Come il Napoli del resto. Il patron rossoblù stava a sentire i discorsi su Moggi ma al contempo condannava il mondo del calcio, lo stesso che ha spedito il Genoa in serie C: «Sono garantista - ha spiegato Preziosi - ma in questa vicenda sono coinvolti tutti. Ci sono dirigenti, arbitri, presidenti, personaggi dell'ufficio indagini, quindi c'è tutto un sistema da rifare; non potranno essere queste persone a rifondare il calcio». «Come fa a dirlo?», replicavano dalla studio. «Lo dico perché in questo scandalo ci sono coinvolti proprio tutti. Ora mi preoccupo di chi sarà il rifondatore e di sapere se, caduta qualche testa, tutto continuerà come prima».
Del resto Preziosi non ha mai nascosto le sua antipatie, basti pensare che nel suo gioco in scatola l'ex presidente della Figc Franco Carraro era «l'ominino nero»: «Carraro dice che la giustizia sportiva ha dei tempi rapidi. Ma quali sono questi tempi? Quelli che hanno spedito in C1 il Genoa in maniera fulminea, quelli che ci hanno tolto tre punti in classifica per il caso Ghomsi? La giustizia è rapida solo in certi casi, in altri è lentissima. Quello che mi preoccupa è la mole di lavoro che aspetta i tribunali. Chi andrà ad indagare? Gli stessi generali indagati? Ora attendo solo che mi rifacciano il processo-farsa tenutosi l'anno scorso. Come cittadino ho diritto ad un processo vero che accerti le mie responsabilità».
L'impressione è che il Joker non abbia alcuna intenzione di lasciare il mondo del calcio, anche se è sempre più insistente la voce che porterebbe a Genova la famiglia De Cecco, regina della pasta. Voce però smentita dallo stesso patron rossoblù.
Intanto in seguito alle intercettazioni si sta anche allargando il giro sul calcio scommesse: ieri la Guardia di Finanza ha fatto perquisizioni in relazione ad altri venti giocatori, dal portiere di riserva del Milan Zelino Kalac, all'ex difensore dello Spezia Roberto Bordin. E sempre ieri, a proposito di intercettazioni, ha parlato anche l'ex portiere del Genoa Mario Ielpo, ora avvocato: «Ho letto un'intercettazione tra due persone che parlavano di Sampdoria e dicevano che ormai era già a metà classifica, che quindi non doveva pretendere più niente e, si poteva anche cominciare a danneggiarla». Basti pensare anche che la Samp quell'anno non è andata in Champion's per un punto. Ma i blucerchiati non sono gli unici che, se venissero accertati i fatti, potrebbero avanzare una richiesta danni milionaria.