Preziosi: «Metterò a norma il Ferraris Sarà la nostra casa»

Siamo quasi ai titoli di coda di una lunga chiacchierata: dalla Lazio a quel Mourinho che ha bacchettato il calcio italiano che non piace più come prima all’estero. Passando per la nazionale azzurra, che sembra non avere il fascino delle big, come il Brasile, anche se è campione del mondo. E così si spiegherebbe il fatto che ad Atene nell’amichevole con la Grecia non c’era il tutto esaurito. La ragione? Magari manca la Stella tra le stelle, uno tipo Maradona tanto per capirci, spiega Gianpiero Gasperini. E poi scatta l’ultima domanda sulla biografia di Antonio Cassano che va a collegarsi anche al discorso precedente: «Cassano mi piace moltissimo come giocatore, il resto mi interessa meno», continua il tecnico del Genoa che aggiunge: «È un giocatore straordinario che potenzialmente può dare ancora molto ed essere quel fuoriclasse di cui parlavo prima. Se non gioca in nazionale, qualche esame di coscienza farebbe bene a farselo», conclude Gasperini che ha rassicurato sulle condizioni di Milito: con la Lazio ci sarà.
Intanto, al sito Novantesimo.it, il presidente Enrico Preziosi è tornato sulla questione stadio: «Noi giocheremo a Marassi sempre, il fascino di questo stadio è avvertito da tutti quelli che ci mettono piede, vogliamo metterlo a norma e farne la nostra casa». E sugli obiettivi stagionali ha aggiunto: «Abbiamo tutte le carte in regola per piazzarci sulla sinistra del tabellone, dal quarto al decimo posto ci va benissimo tutto. Lasciamo sognare i tifosi ma noi cerchiamo di mantenere la calma, dobbiamo essere realisti». Ieri, processo d’appello per il caso di Genoa- Venezia. Il pm Alberto Lari ha chiesto che vengano aumentate le pene (da 4 a 8 mesi) inflitte in primo grado a Preziosi e agli altri imputati. La sentenza è attesa giovedì.