Preziosi: «Mi ridiano la serie A e in tre giorni faccio la squadra»

La sentenza dovrebbe arrivare oggi ma la Figc comunque darà il via al campionato

Emmanuele Gerboni

Enrico Preziosi è planato a Ronco Scrivia per rilanciare la sua sfida, lo ha ripetuto anche ieri che non vuole assolutamente lasciare: «Non ci penso proprio, la nostra tifoseria può stare tranquilla. Il tribunale mi ridia la serie A e io in tre giorni rifaccio la squadra». Un messaggio che è stato accolto con soddisfazione dai tanti tifosi rossoblu che hanno voluto dare una sbirciata alla squadra che sta plasmando Giovanni Vavassori. Ma il patron ha anche voluto chiarire un paio di cose sulla vicenda Milito. Che ormai ha la valigia pronta da un pezzo verso altri lidi. Che sono soprattutto due: Inter e Real Saragozza dove raggiungerebbe il fratello Gabriel. Ma Preziosi non ha intenzione di svendere: «L'unica offerta di un certo tipo è quella del Cagliari, mentre lui vorrebbe andare a Milano oppure in Spagna. Ma lo dico chiaramente, non ho nessuna intenzione di farmi prendere per il naso: ho già versato la fideiussione (che comprende anche quella di tutti gli altri giocatori che hanno un ingaggio superiore rispetto al tetto fissato dalla Lega di C: il termine scadeva ieri, ndr) per farlo giocare in serie C: in questo modo ci tuteliamo e non rischiamo di perdere un patrimonio della società come Milito». Preziosi ringrazia i giocatori della "vecchia guardia" che hanno deciso di rimanere e spiega: «Cosa non rifarei? Entrare nel calcio, ma adesso sono in questa situazione e voglio continuare a lottare per questi splendidi tifosi». Intanto, nella tarda mattinata di oggi sarà depositata in cancelleria la decisione del tribunale civile collegiale che ieri ha discusso il reclamo del Genoa contro l'ordinanza del giudice Alvaro Vigotti. Giusto qualche ora prima del fischio d'inizio della serie A 2005 - 2006 che non ha proprio intenzione di fermarsi e alzerà il sipario con l'anticipo tra Livorno e Lecce. Gli avvocati Sergio Maria Carbone e Andrea D'Angelo, che seguono il Genoa, hanno ribadito ieri mattina, durante le due ore e mezza di dibattimento, le loro richieste. Numero uno: ordinare alla Figc e alla Lega di astenersi dal dare esecuzione alle decisioni assunte dalla Commissione disciplinare e dalla Caf. Numero due, che è l'immediata conseguenza, riammettere quindi il Genoa alla serie A. L'udienza è iniziata poco dopo mezzogiorno. I primi a presentarsi in Tribunale sono stati i legali della Figc Galavotti e Torriello che hanno ricevuto qualche insulto dai pochissimi (circa una ventina) tifosi rossoblu che hanno atteso notizie per diverse ore. A seguire, poi, D'Angelo e Carbone, assistiti dall'avvocato Paolo Gatto. Appuntamento per tutti all'undicesimo piano, off-limits per cronisti e curiosi. Poco dopo le 14.30, il fischio finale dopo quasi tre ore di discussione scandite dalla lunga e dettagliata relazione del giudice Laura Casale, relatore del tribunale collegiale presieduto da Paolo Martinelli. «I legali della Figc hanno insistito molto sulla natura di provvedimento amministrativo di tutti gli atti che compie la Federazione, in realtà il provvedimento adottato si basa sul vincolo di giustizia sportiva che trova il suo fondamento nell'accettazione nell'adesione degli statuti da parte delle società sportive», ha spiegato il professor Carbone. Ovviamente sempre sotto i riflettori la legge 280 e sembra, dagli indizi che filtrano in Tribunale, che l'orientamento sia quello di rivolgersi alla Corte costituzionale per approfondire questa tema. E nel pomeriggio, a Ronco, Preziosi è tornato proprio sulla decisione attesa per oggi: «Ormai, stiamo allestendo la squadra per la serie C, ma sono pronto a rifare la squadra in tre giorni». E proprio ieri la Carige ha concesso la fidejussione di 12 milioni di euro per garantire gli ingaggi ai giocatori.