Preziosi: «Olivera non lo voglio più»

Di Vaio, Papa Waigo e Coppola pronti a partire

Enrico Preziosi arriva a Pegli sulla Mini di Gasperini segno di un pranzo con l’allenatore che presto avrà un ufficio tutto suo a Villa Rostan, segno che tra lui e il tecnico il feeling è saldissimo. Il progetto Genoa prosegue e il presidente fa il punto di mercato a ruota libera e senza giri di parole dopo aver incontrato i procuratori di Masiero che svolge il primo allenamento in rossoblù. Per Preziosi il Genoa non deve stravolgere la squadra, boccia Olivera e dichiara che serve solo una punta esterna che deve essere già pronta a giocare. In partenza, invece, un difensore, Di Vaio, Papa Waigo e Coppola con il quale Preziosi ha parlato a lungo a Pegli. Infine Paro verrà riscattato.
Preziosi, Olivera arriverà o no?
«Ho mandato un messaggio al procuratore del calciatore Paco Casal che non ho mai conosciuto e che a questo punto non intendo più vedere, dicendo che sono io che non voglio Olivera al Genoa. Auguri a lui e al suo clan che evidentemente fa la tratta dei giocatori. Probabile che Paco Casal farà andare il ragazzo in Uruguay per farlo andare in scadenza per poi rivenderlo in Spagna magari a qualche milione di euro per guadagnarci. Peccato, perché su Olivera ci credevamo tutti e soprattutto il ragazzo era felice di venire qui».
Ora serve un attaccante esterno e poi?
«Il Genoa non ha bisogno di stravolgimenti. Abbiamo una buona classifica, siamo a due punti da chi sta in serie A da cinque anni e abbiamo un punto in più del Torino e del Parma, tanto per fare dei nomi. Insomma, non capisco perché dal Genoa si aspetti sempre chissà cosa. C’è un progetto che va avanti e che è cominciato a luglio e ad agosto dove ci siamo rinforzati bene spendendo ventuno milioni di euro e incassandone quattro. Riscattiamo Paro, discuteremo col Milan in futuro per Borriello e Konko che ci è rischiesto dall’Inter e lo teniamo stretto. Certo, sappiamo che abbiamo bisogno di una punta esterna che segni, che salti l’uomo. Sfumato Olivera lo cercheremo disperatamente, magari all’estero inteso come Europa. Meglio ancora se sarà italiano perché è già pronto».
Foggia, Langella, Jeda, Wilson. Tutti nomi circolati per il Genoa.
«Wilson l’ho visto e non ci interessa. Jeda non è più forte di Figueroa e quindi lasciamo perdere. Langella rispondeva per caratteristiche alle nostre necesstà, ma ha già trentadue anni e onestamente stiamo lavorando anche in prospettiva. Foggia era il nostro obiettivo. Ho parlato con il suo procuratore che è un mio amico, ma il problema è Cellino che non lo vuole lasciare andare via da Cagliari. E di mezzo comunque c’è anche la Lazio e con Lotito non è facile dialogare. Abbiamo chiesto anche Marchionni ma la Juve non lo cede anche perché Camoranesi non è al meglio. Ci guardiamo attorno, senza assilli, ma convinti di dover far presto perché a parte Borriello e Leon segniamo poco».
C’è anche Masiero, è già pronto per Gasperini?
«Dovrà ambientarsi, ma gli stiamo dietro da un anno e mezzo e quindi non è venuto qui perché ci siamo svegliati alla mattina e abbiamo detto, ecco compriamo questo e speriamo bene. Per me è un giocatore che può dare il suo contributo. Per il resto in difesa con l’arrivo di Criscito siamo in esubero e quindi è possibile che qualcuno parta mentre per il centrocampo si fa il nome di Barusso e di altri elementi ma dobbiamo pensare anche al gruppo e quindi solo se alzeremo la nostra qualità interverremo, altrimenti che bisogno c’è di comprare?».
Di Vaio vuole andare via, verra’ accontentato?
«Marco dice di essere impiegato male. Lui è un giocatore di spessore ma a questo punto è meglio che parta. Non sarà un problema trovare un acquirente perché oltre al Bologna lo vogliono in molti. Stessa cosa vale per Papa Waigo e per Coppola che sono sul mercato».