Preziosi presenta il «suo» mister: «Un cavallo di razza»

(...) «Ho avuto anche contatti con altre squadre, ma visto che mi piacciono le persone dirette come il presidente ho accettato. Lui mi ha dato subito molto fiducia e per un allenatore forse questo è l'aspetto più importante». Ma come giudica la campagna acquisti? «Chiarisco subito che amo definirmi un allenatore aziendalista, ma con Preziosi ci sentivamo sempre esprimendo alcuni consigli e devo dire che sono stato ascoltato. Il gruppo che ho a disposizione è buono. Le linee guida ci sono e sono ben definite, poi al termine del ritiro austriaco ci rivedremo con la dirigenza per vedere se bisogna intervenire. Tatticamente ho in testa delle idee nuove che voglio provare sul campo. Il modulo? Normalmente ritengo più importanti i concetti piuttosto che il sistema di gioco».
Molto sereno pure sui tifosi. «Saremo noi che dovremmo cercare di attirali come una calamita per creare entusiasmo». A questo punto arriva l'intervento del patron Preziosi: «Allora mister lei non conosce ancora il "mugugno" che è nello statuto genoano. Se si vince la Champions vorrebbero il campionato, se si arriva settimi dicono che si poteva fare di più. Ma questo è anche il bello del calcio». Provocazione sì, seppur lanciata con il sorriso. Il volto si scurisce quando si parla di presunte rivoluzioni di mercato. «Sono davvero irritato per quando sentito e letto riguardo a rivoluzioni e plusvalenze. Non abbiamo effettuato nessun sconvolgimento, anzi dico solo che tenere Criscito invece di venderlo a gennaio ci è costato alcuni milioni. A fronte di tanti investimenti al momento abbiamo prodotto poche cessioni». Messi i puntini sulle i, il massimo dirigente rossoblù elogia il nuovo tecnico: «Malesani l'avevo già preso a marzo. Mi è piaciuta la sua sincerità e schiettezza e credo che con il mister andremo avanti per parecchi anni. D'altronde quando si prende un cavallo, non può diventare un asino. Al massimo c'è qualche momento di flessione. E poi nel firmare il contratto ha dimostrato grande signorilità rifiutando un biennale per quello annuale. Non so quanti suoi colleghi avrebbero agito così». Un accenno alla nuova squadra. «Se riusciamo a rilanciare Veloso credo che con Constant e Kucka si abbia una mediana fortissima. Credo molto in Ribas». Ed al mercato. «Difficilmente Floro Flores ritornerà. Acquafresca potrebbe andare al Bologna. Eduardo merita fiducia, ma stiamo cercando un portiere di livello. Per Casemiro ne abbiamo parlato con il Milan, ma al momento la situazione è improponibile». Eduardo in realtà, così come Chico, potrebbe non partire neppure per il ritiro. Il primo sembra destinato a un anno di prestito al Benfica, il difensore al Betis Siviglia. Chiusura dedicata a Pandev: «Non posso capire come si possa avere perplessità di venire al Genoa dove sono arrivati tanti campioni. Palacio resta, nonostante avesse già parlato con l'Inter dell'ingaggio, assai diverso dal nostro. Se questo gli può aver creato un disturbo dovremmo toglierglielo». Da domani la parola passa al campo. Almeno per due settimane. Poi si vedrà...
Intanto con un comunicato ufficiale la società prende le distanze dalla sgradevoli scritte che sono apparse lungo la strada d'accesso al Pio XII contro Omar Milanetto per l'episodio risalente al derby di ritorno.