Preziosi protagonista al mercato

Luca Russo

Non è ancora il momento di bussare alla porta di Guido Rossi, ma certo non si può aspettare molto. I criteri per il ripescaggio delle società vanno rivisti: il calcio scandalo infatti stravolge il valore attribuito alla stagione sportiva ora troppo elevato rispetto al palmares e al bacino d'utenza. La pensano così i professori D'Angelo e Carbone che continuano a lavorare per la proposta da formulare al commissario della Figc per ridare al Genoa quanto tolto. «E non deve preoccupare - dichiarano all'unisono - la costituzione di parte civile proprio della Federazione Italiana Gioco Calcio nel processo penale per frode sportiva a proposito dell'incontro del match Genoa-Venezia iniziato recentemente. È la prassi». Intanto proprio D'Angelo e Carbone proseguono nello sviluppo della Fondazione Genoa. Ieri hanno presentato le prossime iniziative. Intanto ci si prepara al convegno di sabato alle 9 nella aula magna della Facoltà di Giurisprudenza. L'interrogativo su cui si svilupperà il dibattito, «quale riforma per il calcio» punta ha sviluppare attraverso una serie di relatori del mondo universitario e della comunicazioni diverse tematiche. «Fa piacere constatare come l'esigenza di introdurre delle proposte riformiste, nella regolazione dell'ordinamento sportivo - ha detto l'avvocato Carbone - sia ora comunemente sentita come ineludibile e da risolvere in tempi rapidi».
«È quanto mai opportuno - ha dichiarato ancora - disgiungere la disciplina dell'ordinamento sportivo dagli attuali parametri governati da una forte connotazione privatistica. I principi costituzionali devono essere rispettati anche nell'ambito sportivo». «Si tratta della prima iniziativa pubblica della Fondazione - ha aggiunto l'avvocato D'Angelo - e arriva in un momento importante per il calcio italiano anche per la presenza di un commissario che può cambiare le norme. Vorremmo infatti che le regole venissero stabilite da Rossi con i suoi collaboratori in totale indipendenza dagli associati». Sabato per discuterne si ritroveranno tra gli altri, Massimo Coccia, membro di Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna e della Camera di Conciliazione ed Arbitrato per lo Sport del Coni, Leo Grosso, vice presidente dell’Associazione Italiana calciatori, Victor Uckmar docente universitario ed ex presidente della Covisoc, la Corte dei conti del calcio. Ma la Fondazione si è anche rilanciata con una serie di iniziative. Una delle prime novità riguarda la creazione del marchio-logotipo. Studiato e realizzato da Barabino & Partners, il nuovo marchio logotipo valorizza il grifone quale simbolo della comunità genoana e, più in generale, della città di Genova. Il marchio verrà poi affiancato al simbolo stilizzato del tricolore e uno slogan, che si evolverà in diverse versioni, di cui la prima suona «1893. Inizia la leggenda del football italiano».
Sempre nell'ambito dell'immagine, la Fondazione Genoa 1893 ha realizzato il nuovo sito internet (www.fondazionegenoa.com) attivo da settembre. La Fondazione Genoa 1893 ha contemporaneamente dato avvio alla campagna di sottoscrizione per la nuova stagione, che prevede che tutti i sottoscrittori al 30 settembre potranno fregiarsi del titolo di Fondatori ed essere iscritti nell'apposito Albo. Il programma si rivolge in modo distinto ai singoli appassionati e alle aziende (piccole e medie fino a 15 addetti, medie e grandi oltre i 15 dipendenti), prevedendo per ciascuna categoria particolari privilegi a seconda del valore della somma sottoscritta. Una notazione particolare riguarda gli abbonati sostenitori che al momento dell'acquisto dell'abbonamento per la nuova stagione calcistica possono devolvere alla Fondazione una sottoscrizione pari al 7% del valore dell'abbonamento . Ad oggi la Fondazione conta 1512 iscritti e nel primo giorno di vendita di abbonamenti in prelazione il 20% ha versato la quota per la nuova struttura. Poi c'è qualcosa di più di un'ipotesi di lavoro. Da qualche tempo nella Fondazione Genoa c'è un gruppo che si sta attivando per la realizzazione di una vera e propria mostra permanente sulla storia rossoblù, un museo che coronerebbe un sogno mai realizzato: concentrare in un unico contesto cimeli e contributi ultracentenari. E già si contano maglie storiche come quella di De Vecchi che tifosi privati hanno già portato in Fondazione dopo aver ovviamente sottoscritto la quota di adesione.