Preziosi sarà interrogato oggi

In settimana la richiesta di rinvio a giudizio

Piero Pizzillo

Sembra essere un perseguitato dalla sfortuna, Enrico Preziosi, anche se lui ritiene che è un disegno del Predeterno, che vuol metterlo alla prova per fargli guadagnare il paradiso. Nel giro di pochi giorni l’attuale proprietario del Genoa, con sulle spalle una squalifica di 5 anni inflitta dalla Caf, deve sottomettersi a due pesanti provvedimenti della giustizia, non divina nè sportiva, ma della magistratura ordinaria. Da Como giunge la notizia che la procura, dopo il provvedimento degli arresti domiciliari considera ormai conclusa l’inchiesta sul fallimento della società di calcio, mentre è sulla dirittura d’arrivo la richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, reati di cui sarebbero chiamati a rispondere anche Aleardo Dall’Oglio, succeduto a Preziosi nella presidenza del Como e l’ex amministratore delegato Massimo D’Alma. Il Re dei Giocattoli sarà interrogato questa mattina a Brescia. Nella vicenda è anche coinvolto il direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, in relazione alla proprietà di due giocatori valutati un milione e 600 mila euro. Secondo Dall’Oglio, la società ha incassato solo 20 mila euro.
Intanto i pubblici ministeri Giovanni Arena e Alberto Lari hanno concluso l’attività istruttoria sulla presunta combine relativa alla partita Genoa - Venezia. Con gli ultimi interrogatori, in cui sono stati sentiti Esposito e due medici della squadra lagunare, è terminata la fase delle indagini preliminari. Si è alla stretta finale, è giunto il momento del redde rationem. In queste ore è in corso la notifica agli indagati dell’Acip (atto conclusivo delle indagini, in cui i pm, dopo aver preso in considerazione fatti, circostanze e prove, evidenziano le responsabilità che si contestano agli imputati, singolarmente e in gruppo). É inutile nascondere che è viva l’attesa per conoscere il contenuto del documento, visto il riserbo degli inquirenti in sede di indagine, cioè dell’atto di accusa, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio che sarà trasmessa al gip. Non si prevedono rose e fiori per Enrico Preziosi, il figlio Matteo, e l’ex direttore sportivo Franco Capozucca. Secondo indiscrezioni, dovrebbe trovare conferma l’imputazione iniziale di «associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva». Frode sportiva semplice, invece, per i veneziani Franco e Michele Dal Cin e Pino Pagliara.