Preziosi: «Se il sistema è malato il suo capo deve andarsene»

Così il presidente del Genoa sulle dimissioni di Carraro Rossoblù sempre col dubbio del primo avversario play-off

Luca Russo

«Le dimissioni di Carraro? Un atto dovuto se il sistema è malato, lui non può considerarsi estraneo ad esso». Non è per nulla stupito il presidente rossoblù Enrico Preziosi del clamoroso sviluppo della vicenda dell calcio scandalo con l'uscita di scena del presidente della Figc. «Adesso tutti sparano su di lui e su Moggi - ha aggiunto Preziosi che in passato in un gioco aveva raffigurato Carraro come l'uomo nero - ma è troppo semplice farlo adesso che sono “morti”. Bisognava avere il coraggio di farlo prima. Io l'ho fatto e per questo ho pagato prima con il Como poi con il Genoa». Ma Preziosi non si ferma e rinfaccia ai potenti del calcio altre ritorsioni. «Fui il primo presidente di “Gioco Calcio” la nuova piattaforma televisiva che non riuscì a decollare perché dava fastidio - ha aggiunto - E ora il mondo del calcio non ha potuto fare a meno di aprire un'inchiesta». Preziosi si augura che emergano importanti novità anche sul Genoa. «Adesso è chiaro a tutti il modo in cui siamo stati giudicati addirittura con una sentenza scritta prima - ha concluso - Il Genoa è della Gea? Ma non scherziamo. Io sono l'unico presidente del calcio italiano assieme a Moratti che nel calcio i soldi li mette anziché portarli via come fanno gli altri».
Intanto l'ultimo giallo del campionato di serie C1 si dovrebbe risolvere domani o al massimo giovedì. Solo dopo il verdetto della Commissione Disciplinare di serie C infatti si avrà la certezza che sarà il Teramo ad affrontare il Genoa nelle semi finali play-off in programma il 21 e il 28 maggio. L'organo della giustizia sportiva si dovrà infatti esprimere su un mancato pagamento al fisco da parte della società abruzzese che rischia per questo da una sanzione pecuniaria ad una penalizzazione di due punti. La seconda ipotesi spianerebbe la strada alla Salernitana che, si dice, sarebbe l'ispiratrice occulta di questo misfatto. «In estate ho messo in cassa 1.750.000 di euro - ha spiegato il presidente del Teramo Romano Malavolta Jr - Non con fidejussioni, ma in contanti. Più tardi ho scoperto che per regolare le pendenze bastava 1.260.000; la differenza me la sono ripresa, ma in prestito. Restituendola poco per volta. Venti giorni fa la Covisoc mi ha detto che è tutto a posto, non è colpa mia se ci sono periti che non sanno fare il loro mestiere». L'altra incertezza è poi legata al campo di gioco. Teramo, infatti, con i suoi 4100 posti a sedere, ha dimostrato ancora una volta tutta la sua inadeguatezza ad ospitare un evento che porterebbe da Genova un fiume rossoblù. E allora dall'Abruzzo parlano con insistenza della possibilità di giocare a Fermo o ad Ascoli. Squadra. Il gruppo di Vavassori tornerà ad allenarsi al Pio nel pomeriggio di domani. Da valutare le condizioni di Iliev e sopratutto di Rossi.