Preziosi: «Sempre Gasperini»

Il Grifone corre per la serie A, ma anche se dovesse rimanere in B, Giampiero Gasperini rimane al suo posto. Parola di Enrico Preziosi.
Il presidente del Genoa conferma quindi il suo allenatore e smentisce le voci dell'esonero circolate nelle scorse settimane. Lo dice a Milano dopo la presentazione, ieri mattina, del bilancio e del piano triennale di sviluppo della sua azienda, la Giochi Preziosi, quarta al mondo nel settore, da parte del suo staff, il vice presidente Sergio Sambonet e gli amministratori delegati Dario Bertè e Oddone Pozzi con il figlio Fabrizio Preziosi.
«Telefono a Gasperini - spiega il presidente del Genoa - tutti i giorni. Con lui c'è un ottimo rapporto professionale e gode della mia fiducia. Le ultime trasferte non mi sono piaciute, ma sono soddisfatto ugualmente della squadra e del bilancio della società, anche se dobbiamo ancora investire. A maggio arriverà un calciatore che ritengo sia un fenomeno, di nazionalità uruguayana, per il quale le trattative sono quasi ormai chiuse. È un regalo per i tifosi».
«Purtroppo il mio tempo - continua Preziosi - è dedicato al 99 per cento per l'azienda. Quando ci sono i match, arrivo dieci minuti prima e vado via subito dopo la partita. È anche per questo motivo che ho nominato un ottimo vice presidente molto operativo. Vado agli allenamenti qualche volta, ma, con il grosso impegno per l'azienda di famiglia, adesso ho quasi smesso».
Il presidente risponde anche alle notizie sull'acquisto, da parte di Garrone, di un'importante quota azionaria della società editrice che pubblica il Corriere Mercantile.
«Il presidente di una squadra avversaria - spiega Preziosi - che acquista un giornale della stessa città, come è successo per il Corriere Mercantile a Genova, è un fatto negativo. Se dovessi comprarmi un quotidiano genovese o rilevare una quota azionaria della società editrice, i sampdoriani smetterebbero di comprare quel giornale».
Dal Genoa e dalle vicende genovesi, all'impero dei giocattoli, delle bamboline Winx, che battono le vendite delle Barbie, e dei Gormiti, che superano i pokemon americani. La Giochi Preziosi, è stato spiegato ieri, è un colosso a livello mondiale e conta, nel giro di quindici mesi, a essere quotato in Borsa a Milano con un flottante di oltre il trenta per cento. A quel punto, con un multiplo di undici o dodici, le quote societarie potrebbero anche arrivare ad un valore di un miliardo di euro.
«Il nostro piano industriale - dice Preziosi - è prudente e realistico anche se puntiamo a sviluppare in Italia e nel mondo la nostra azienda grazie al boom di vendite e al successo di concept come i Gormiti e le Winx e alla diversificazione dei prodotti. In Italia apriremo quindici punti vendita di grande importanza intorno ai 1500 metri quadrati. Sette ne abbiamo aperti in Sicilia, tre nelle scorse settimane a Roma, Pisa e Bergamo. Vogliamo arrivare, nei prossimi anni, a 50 punti vendita e dare così un contributo all'occupazione nel Paese. Allo stesso tempo, oltre a pensare alla quotazione in Borsa che credo arriverà per la prossima primavera, vogliamo espanderci all'estero puntando su paesi come l'Inghilterra e la Russia. Se dovessimo poi anche sbarcare e fare successo negli Stati Uniti, allora potremo passare dal quarto posto ai primi posti come colossi mondiali nel settore dei giocattoli».
In Italia Giochi preziosi ha una quota di mercato del 25 per cento. L'azienda è stata fondata nel 1978 dal presidente del Genoa e ha come partner il fondo 3I. L'azienda non è soltanto giocattoli ma il target rimane quello dei bimbi dagli zero ai quattordici anni con characters che si sviluppano anche nelle calzature, nei dolci, negli snack salati, nei corporate gadget, nella scolastica, nei prodotti natalizi e nei prodotti della puericultura leggera e pesante. L'anno prossimo i concept e characters creati in Italia da Giochi preziosi andranno anche nei programmi di cartoni animati su Italia Uno e gli stilisti Dolce e Gabbana hanno chiesto e ottenuto da Giochi preziosi il permesso di stampare sulle loro magliette alcuni dei characters aziendali. Il gruppo è presente anche in Francia, Spagna, Germania, Grecia e in alcuni paesei dell'est europeo. Inoltre Sud America, Australia, Sud Africa, Paesi Arabi. Le due sedi cinesi, a Hong Kong e Shenzen, aperte da anni, sono il braccio operativo dell'azienda. Sia il processo manufatturiero, sia i prodotti realizzati in tanti anni, sono controllati direttamente dallo staff di preziosi e sono entrambi a norma con tute le certificazioni europee e internazionali di garanzia e sicurezza. In Cina non lavorano nelle aziende che fabbricano giocattoli per Preziosi, i minorenni e gli operai sono trattati meglio rispetto ad altre fabbriche e secondo i canoni internazionali.
Con un fatturato consolidato nell'esercizio 2005/2006, pari a 691,8 milioni di euro e un Ebitda pari a 65 milioni di Euro, Giochi Preziosi ha rappresentato una delle realtà più dinamiche del settore giocattoli, incrementando la propria quota di mercato in Italia come nessun altro competitor. La sede principale è a Cogliate, in provincia di Milano, e il gruppo impiega circa 1700 dipendenti, tra i quali il personale impiegato nei 90 negozi di proprietà. È importante sottolineare come, dal 2002, il fatturato consolidato del gruppo sia cresciuto del 52,3 per cento passando da 454 milioni a quasi 700 milioni di euro. Nelle prossime settimane è previsto uno spin off dei beni immobili per circa 60 milioni di euro, che rientreranno in azienda per colmare i debiti. Gli immobili saranno quindi affittati dalla stessa azienda che non cambierà le sedi di lavorazione e progettazione. Le aree importanti sule quali punta l'azienda sono i toys, cioè la produzione dei giocattoli, per il 49 per cento, ma anche il retail, cioè la vendita die prodotti, per il 28 per cento. Dai Wrestling ai Cicciobello a Spiderman alle Winx al successo fenomenale dei Gormiti, Giochi Preziosi sta pensando già ai successi dei prossimi anni. Per adesso, ovviamente, top secret.