Preziosi: «Prima la serie A poi i traguardi più ambiziosi»

Presidente, un aggettivo per sintetizzare questo 2006?
«Problematico. Perché non è stato facile programmare in un certo modo come mi piace fare. Ma nonostante le difficoltà siamo riusciti a conquistare la promozione e siamo partiti con il piede giusto anche in serie B. Questo ci deve dare fiducia per il futuro».
Ne scelga uno per il 2007?
«Speriamo che possa essere più sereno e che si riesca a concretizzare quel traguardo che tutti insieme vogliamo raggiungere».
E vorrebbe dire anche giocare il derby con la Samp...
«Ne ho visto uno ma non ero ancora presidente del Genoa. Una cosa deve essere chiara: io voglio andare in serie A, poi è chiaro che sarebbe bello vivere l'atmosfera della stracittadina sotto la Lanterna: credo che sia unica in tutta Italia».
Qualche rimpianto nel 2006, cosa non rifarebbe?
«In alcuni casi mi sono lasciato prendere dalla fretta, a volte è meglio ragionare un pochino di più prima di procedere ad un acquisto. E vorrei aggiungere una cosa».
Prego.
«Non è un caso se fino ad ora non abbiamo ancora ufficializzato nessun arrivo. Come detto, abbiamo le idee chiare ma vogliamo muoverci con la giusta calma».
Quanto importante è stato l'ingresso in società di Alessandro Gaucci?
«È un ragazzo d'oro che s'intende moltissimo di calcio. Vive a contatto con la squadra, soffre per il Genoa: è stato un acquisto molto importante
Gasperini, può essere un progetto a lunga scadenza?
«Ha fatto vedere il miglior gioco della serie B. Tecnicamente è molto bravo, lavora tantissimo, è una persona straordinaria che ha voglia di migliorarsi. Può ottenere grandi risultati. È senza dubbio il miglior allenatore che ho avuto».
Una qualità, tra tutte, del suo tecnico?
«Direi la capacità di rivedere anche il suo "credo" tattico, ha dimostrato di avere grande flessibilità: è una dote di pochi».
Gli avversari del Genoa per la promozione?
«Napoli e Bologna. La Juve? E' inutile considerarla, un posto per la serie A è già prenotato. Noi, i campani e la squadra di Ulivieri ci giocheremo le altre piazze per la promozione diretta: sono le tre formazioni che hanno qualcosina in più delle altre. Ma bisogna stare attenti.».
In che senso?
«Ci sono alcune formazioni come il Rimini, che avevo già indicato la scorsa estate, e Piacenza che possono inserirsi nella corsa, ed hanno un piccolo vantaggio».
Quale?
«Non hanno l'obbligo di vincere come, invece, possono averlo Genoa, Napoli e Bologna».
Il calcio mercato invernale può modificare certi equilibri?
«Senza dubbio potrà avere un certo peso. Ma alla fine, ci sarà il solito gruppetto di otto formazioni a lottare per il vertice».
Questione arbitri (Gussoni designatore e Collina con l'incarico di collaboratore, ndr), cosa ne pensa?
«E' stata la classica soluzione all'italiana. C'è bisogno di una persona sola che segua gli arbitri dal mattino alla sera. Punto e basta. Non serve altro».
Mercato invernale, quanti giocatori arriveranno?
«Non ci saranno rivoluzioni. Anche perché il gruppo ha fatto molto bene, è andato al di là delle più rosee aspettative: non vogliamo rompere certi equilibri. C'è la regola dei 22 giocatori: quindi ogni elemento che andrà via sarà sostituito da un altro. Di certo, arriveranno due attaccanti al posto di Figueroa e Sculli».
A proposito di Figueroa, può essere un tassello importante del prossimo Genoa?
«Tornerà a gennaio, l'operazione è andata perfettamente e quando rientrerà a Genova potrà già incominciare a correre. Sarà pronto per la fine di questo campionato: per l'inizio della nuova stagione il Genoa potrà contare su questo fuoriclasse».
E magari fare coppia con Mariano Hugo Pavone, bomber dell' Estudiantes ?
«Da un paio di anni lo stiamo seguendo. Un mese fa, prima di realizzare quel gol decisivo per la vittoria del campionato, avevamo avuto un contatto ufficiale ed eravamo sul punto di concludere: siamo stati noi i primi a richiederlo ufficialmente».
Qual è la situazione adesso, diamo una percentuale?
«Siamo in corsa, abbiamo più del 50% di possibilità di portarlo in maglia rossoblu».
Questione portiere, cosa succederà?
«Barasso è un ottimo numero uno ma ha pagato il fatto di aver giocato poco: è giusto che possa fare esperienza altrove. Non dimentichiamoci che abbiamo anche Scarpi, e lo stesso Rubinho sta facendo bene».
Quindi, nessun arrivo tra i pali?
«Se fosse possibile acquistare Buffon o Abbiati, ok: in caso contrario, meglio andare avanti così».
Il futuro di Criscito?
«Piace ai grandi club, ma ne parleremo serenamente con la Juve senza litigare. Al ragazzo farebbe bene un altro anno con la maglia del Genoa, non sarà semplice ma ci proveremo».
Un giocatore che sogna di acquistare?
«Gli obiettivi che ho avuto li ho sempre raggiunti. L'unico rammarico può essere Spinesi, l'attaccante del Catania. Due anni fa, tutto ero deciso ma, alla fine, i suoi procuratori lo dirottarono ad Arezzo. Un paio di settimane fa c'è stato un nuovo tentativo, ma il giocatore ha scelto di rimanere in Sicilia».
Si parla tanto di stadio nuovo, che fine farà Marassi?
«Ho letto anche le dichiarazioni del Sindaco Pericu, ha detto che Genova può ospitare tranquillamente due impianti. Non voglio ragionare sulla base di ipotesi: qualora mi fosse presentato un progetto chiaro, con richieste precise, sarei ben felice di approfondire la questione in prima persona».
Fondazione Genoa, si aspettava questo successo?
«Sono felice che ci sia stata una simile risposta, è uno strumento innovativo: presto, tanti altri club seguiranno questo esempio»
Enrico Preziosi e il Genoa, qual è il suo sogno?
«L'obiettivo è di competere con tutte le altre squadre: se togliamo i tre-quattro club di primissimo piano, il Genoa può e deve lottare per traguardi ambiziosi. Come hanno dimostrato tante formazioni in questi ultimi anni. I tempi? Andiamo in serie A, superiamo questo ostacolo durissimo della B, e posso assicurare che sarà subito un Genoa molto competitivo. Garantito».