Preziosi torna libero e martedì lascerà il 20 per cento del club

Dopo il patteggiamento e la promessa di ripianare parte del buco di bilancio del Como, ieri al presidente del Genoa Enrico Preziosi sono stati revocati gli arresti domiciliari. La notizia era nell’aria, poi due giorni fa c’é stato l’incontro decisivo tra il suo avvocato Silvano Saladino e il tribunale lariano che gli contestava l’accusa di «bancarotta fraudolenta» con l’aggravante di una possibile reiterazione del reato, visto che, secondo i giudici lariani, avrebbe potuto far fallire anche la società rossoblù. Alla fine, mentre a Genova rimane aperta l’inchiesta penale sulla combine tra Genoa e Venezia, ecco che la situazione del fallimento del Como si è risolto.
E a questo punto dovrebbe esserci il via libera anche al «Progetto Genoa» che doveva essere presentato già la scorsa settimana. Il Re dei Giocattoli però aveva preferito far slittare l’appuntamento perchè voleva essere presente alla conferenza stampa: «L’idea è stata mia». Alla fine l’appuntamento era stato rimandato a domani ma ieri si è deciso per far slittare la presentazione a martedì prossimo.
In realtà il «Progetto Genoa» che inizialmente avrebbe dovuto essere una Fondazione si è invece tramutata in una holding. Nel progetto si parla di piccoli soci di minoranza che acquisiranno il 20 per cento delle azioni del club rossoblù, quota sufficiente a distaccare il destino della società, secondo il volere di Preziosi, da quello del suo presidente.
Quota sufficiente perchè in questo caso verrebbero garantiti due consiglieri all’interno dell’assemblea con l’aggiunta di un sindaco che ha la possibilità di intervenire sui bilanci. Il 20 per cento poi permetterà anche di convocare assemblee straordinarie in caso di difficoltà del presidente. Il problema subentrato nelle ultime ore piuttosto è un altro visto che non è facile trovare soci in grado di «acquisire» una quota del pacchetto dall’azionista di maggioranza.
Preziosi in questo modo rimarrebbe proprietario di quasi l’ottanta per cento delle quote ma avrebbe anche una serie di soci minoritari che insieme potrebbero rivelarsi un partner affidabile in caso di difficoltà.
Adesso quindi si sta cercando di raggiungere il tetto necessario per portare a termine l’operazione e questo potrebbe essere un primo passaggio per la cessione del club anche se lo stesso Preziosi è il primo a smentire: «Non ho intenzione di vendere, è vero però che se dovesse capitare un presidente migliore del sottoscritto e in grado di sollevare le sorti del Genoa allora sarò pronto a rifletterci». Per il momento però si parla soprattutto di questo «Progetto Genoa», che ormai dovrebbe comunque essere alle sua fase conclusiva.