Preziosi urla: «Non mollo e seguirò il mio Grifone nell’inferno della serie C»

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Paola Balsomini

La sentenza arriva intorno alle 11 e 30. Proprio come una settimana fa, quando la Disciplinare disse che il Genoa non si meritava la serie A perchè aveva comprato la partita contro il Venezia. Da quel giorno l’estate più bella della Genova genoana si è trasformata in un calvario, tra cavilli da far valere come eccezioni preliminari fino al colpo di scena dei «bigliettini» che vagavano sul tavolo della Commissione. Tutto questo non è servito. La Caf ieri ha respinto il ricorso della società rossoblù, confermando in toto le decisioni del primo grado di giudizio: serie C e tre punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato mentre al presidente del Genoa Enrico Preziosi e a Franco Dal Cin sono stati confermati i 5 anni di inibizione con proposta al Presidente federale di preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria delle Figc.
La Caf ha anche respinto i ricorsi del direttore generale Stefano Capozucca e dell’ex diesse lagunare Pino Pagliara, a cui sono stati confermati i 5 anni di inibizione, nonchè i ricorsi di Michele Dal Cin (3 anni e un mese), e dei calciatori Massimo Borgobello (5 mesi) e Martin Lejsal (6 mesi).
E pensare che la sentenza era già nell’aria da qualche giorno: «Brutte sensazioni», si diceva da Roma. In molti se l’aspettavano, così come se l’aspettava anche il patron Preziosi. Il numero uno del Grifone ha appreso la notizia direttamente dalla Sardegna, ma già da ieri sera si è messo nuovamente in viaggio per raggiungere la Valle d’Aosta e la squadra: «Sono liberi di andarsene, non trattengo nessuno. Guidolin in serie B sarebbe rimasto perchè noi siamo il Genoa. Così no». Via l’allenatore, ma la squadra, una squadra almeno presto scenderà in campo «Perchè io non me ne vado, anzi sono motivatissimo e continuerò a testa bassa».
Preziosi non molla: «Andrò avanti in tutti i gradi di giudizio - commenta furioso - è ingiusto che la società paghi in modo così pesante. È ingiusto che una tifoseria e una città soffrano così tanto. Sì una città, perchè sono sicuro che anche a molti sampdoriani questa storia non è andata giù». La storia della congiura del Palazzo. Quella che dice «Oggi a te, domani a me». «Perché qualcosa non quadra - continua il Re dei Giocattoli - ho appena sentito il Tg1 e si parla di un Carraro arrabbiato con i giudici della nostra commissione per la storia dei bigliettini. Eppure quando io l’ho cercato non si è fatto trovare. Che giustizia è mai questa, avrebbe dovuto intervenire prima non certo ora che è stato fatto tutto. Siamo nella repubblica delle banane».
Comunque Preziosi non lascerà il Genoa sul ciglio del precipizio. Lo ha detto e ribadito più volte. Solo davanti ai giudici sembrava disposto a tutto: «Abbiate clemenza del Genoa. Se farete questo io sono anche disposto ad andarmene». Come dire, so benissimo di essere io il personaggio scomodo.Preziosi intanto si occupa della squadra: «Li raggiungerò in Valle d’Aosta per sentire cosa vogliono fare, certamente ognuno sarà libero di prendere la strada che preferisce». Il monte ingaggi del Genoa, ovviamente, allo stato attuale è stratosferico se paragonato alle altre squadre. Molti comunque andranno via. Ma il patron rossoblù affronterà anche questa. Ad infiammare ancora di più la serata invece è stata la dichiarazione di Pino Pagliara, che invece in Figc e in Lega aveva preferito non intervenire perchè non più tesserato: «Premi a perdere? Ma ci sono anche quelli a vincere. Perchè nessuno ha tirato in ballo il Torino? Se qualcuno vuole sentirmi sono a disposizione». Poi ha parlato il suo legale: «Il mio assistito dice che il Torino ha comprato anche quattro giocatori del Genoa e dice di avere le prove». Insomma, è pronta ad andare in scena una nuova puntata.