Preziosi: «Vedo ancora qualche nube»

Luca Russo

Arriva a Pegli nel pomeriggio quando la notizia dell'archiviazione si è già diffusa in città. Scende dalla Bmw e si proietta in campo, segue l'allenamento, alla fine si sofferma in campo a scherza con Nicola Caccia e con l'ultimo arrivato Vincenzo Moretti. Poi il presidente rossoblù Enrico Preziosi si avvicina ai taccuini e comincia a parlare: «Non ho mai discusso l'operato dei magistrati e non lo faccio nemmeno in questa occasione. Ne prendo atto con piacere. Il mio ruolo in questo momento è quello di non commentare come ho fatto in tutti questi mesi, non cerco rivincite o vittorie ho solo detto che nessuno al mondo può dire che sono un delinquente. L'ho detto in passato e continuo a dirlo. Non mi cambia la vita questo pronunciamento». Verrebbe da dire che sta tornando il sole sul Genoa: «Torna il sole? «Io vedo che ancora ci sono un po' di nuvole. Il sole se dovesse splendere ci dovremmo trovare in una situazione differente dal punto di vista calcistico. Quello che abbiamo passato è rimasto visto che noi ci troviamo in una categoria che non ci meritavamo».
Cambiando argomento cosa ne pensa delle nuove norme sui ripescaggi? «Mi sembra che siano in sintonia con quanto avevano prospettato. Ma torno a dire senza nessun tipo di enfasi, noi non contiamo sul ripescaggi, stiamo allestendo e allestiremo una squadra per vincere un campionato e poi per vincerne un altro, poi vedremo».
Si parla di voglia di giustizia e ora a distanza c'è uno che la chiede. E' Luciano Gaucci. L'ex patron del Perugia dopo il mandato di cattura ha fatto sapere di essere vittima del Palazzo del Calcio così come è successo al Genoa.
«Non so perché abbia detto questo, evidentemente ha delle carte, dei motivi. A me dispiace che oggi siano in galera due ragazzi, i suoi figli, che conosco e che stimo. Quello che a me non piace è lo spettacolo che offrono certe forme di giustizia che secondo me sono un po' invasive». Preziosi preferisce parlare del futuro. E il futuro si chiama anche Fondazione. Ieri sera l'ennesimo incontro, una cena in galleria Mazzini con un centinaio di imprenditori. «Se mi sto avvicinando alla città? Io non mi sono mai rifiutato agli incontri. Spero si sfati questa diceria che tutto sommato io non sono accolto e che ci sono problemi con la città. A proposito sto sempre cercando casa nel centro storico appena me ne sarà offerta una in una posizione conveniente la comprerò».