Preziosi verserà a rate i soldi delle tasse

(...)di recupero sul piano dei pesanti arretrati fiscali». In realtà la situazione del Genoa, che dovrà versare gli arretrati entro oggi pomeriggio, non è poi così grave: sono tredici milioni di euro infatti i debiti con l’Irpef, ma Preziosi quando aveva deciso di acquistare la società dall’ex presidente Luigi Dalla Costa, con una posizione debitoria ben più grave di quella attuale, si era anche accollato un versamento mensile per far fronte alle vecchie pendenze, una sorta di splamadebiti. Adesso rimangono da pagare gli altri tredici milioni di euro che, però, fanno sapere dalla società sono già stati deliberati nell’ultima assemblea degli azionisti grazie ad una ricapitalizzazione. Soldi già a bilancio quindi, anche se secondo la «Gazzetta dello Sport» il fisco sta ancora aspettando gli arretrati.
In realtà il Re dei Giocattoli ieri ha chiesto all’Ufficio dell’Entrate di beneficiare dello stesso spalmadebiti che ha utilizzato la Lazio, ma in un periodo più ristretto e cioè in dieci anni e non in ventitrè. Comunque sia i soldi sono regolarmente partiti e questo significa che non dovrebbero esserci nuovi problemi per il club rossoblù che intanto sta anche pagando gli stipendi per ottenere da parte dei giocatori anche le ultime liberatorie necessarie per regolarizzare in toto la sua posizione. La stessa situazione, secondo il quotidiano sportivo nazionale, coinvolgerebbe anche per Messina, Torino, Perugia, Salernitana e Crotone. Stessa situazione ma soltanto a metà, visto che stanno decisamente peggio gli altri club inseriti nella lista nera, a cominciare dal Torino che ha appena festeggiato la promozione nella massima categoria ma che dovrà deliberare un aumento di capitale per riuscire a ripianare il «buco» di 30 milioni di euro. Discorso diverso per il Perugia che dovrà versare 24 milioni di euro e 11 milioni di mora.
La prima via di uscita? Fissare un appuntamento con l’agenzia delle Entrate e concordare (cosa che conviene anche al fisco) le modalità dei successivi pagamenti.
Il Perugia di Alessandro Gaucci si è già attrezzato chiedendo lo spalmadebiti. E alla fine si è adeguato anche il patron del club rossoblù seguendo un indiscusso criterio: perchè il Genoa no? Dalla sede rossoblù infatti sanno sapere che i debiti con l’Irpef derivano proprio da vecchie situazioni ereditate dalla precedente gestione, mentre negli ultimi due anni i conti sono stati regolarmente saldati. Comunque sia il 15 luglio saranno sciolti tutti gli interrogativi: se infatti qualche club non riuscirà a mettersi in regola con tutti i parametri, il Consiglio Federale bloccherà l’iscrizione al campionato, poi ci sarà tempo per gli eventuali ricorsi, prima che vengano stilati i calendari per la nuova stagione.
Intanto si aspetta il via libera quasi scontato del Ministero delle Entrate alla richiesta di Preziosi ma in un modo o nell’altro il debito sarà versato prima di questa sera. Ieri invece, sul caso Genoa, è intervenuto anche il presidente della Figc Franco Carraro: «Questa vicenda mi ha lasciato un grande rammarico ma le persone che giudicano sono di qualità prefessionale notevole». Il 7 luglio, invece, il consiglio di Lega discuterà sulle dimissioni da vicepresidente del patron rossoblù.

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