Un prezioso scrigno di ricordi

Ariela Piattelli

La cultura ebraica romana, un patrimonio che appartiene non solo all’ebraismo, ma anche e soprattutto a Roma, alla sua storia, ai suoi infiniti percorsi culturali. Martedì è stato aperto al pubblico uno dei tesori della capitale, il Museo Ebraico di Roma, che si trova nei locali sottostanti al Tempio Maggiore (entrata in via Catalana). Dopo i lavori di ristrutturazione il museo si presenta con nuove collezioni, organizzate in ben sette spazi distinti, dove vengono spiegate la storia, la cultura e l’arte della più antica comunità ebraica di Europa (la presenza ebraica a Roma risale al 70 d.c.). L’odore del passato di questa comunità, il fascino di una storia antica densa di eventi, si avvertono già all’entrata del museo: nel guardaroba dei tessuti antichi si possono trovare velluti rinascimentali decorati da fili d’oro, ricami di età barocca, oggetti di estremo valore per il culto ebraico, molti dei quali vengono usati tutt’oggi nelle sinagoghe. Poi si scorge una galleria di marmi antichi, che raccoglie anche marmi risalenti al 1500, e la sala «Da Judaei a Giudei», dove si ricostruisce la presenza ebraica a Roma da oltre duemila anni, attraverso manoscritti medievali di valore inestimabile, i calchi delle lapidi delle catacombe di Roma e della sinagoga di Ostia Antica. La tradizione ebraico-romana, il culto con le sue caratteristiche uniche, rappresentano l’argomento privilegiato del «Corridoio del ghetto e delle Cinque Scole». Sempre alle Cinque Scole, le antiche sinagoghe romane dove veniva praticato il culto seguendo diverse tradizioni, è dedicata una sala che raccoglie argenti, tessuti preziosi, marmi policromi donati dagli ebrei del ghetto alle sinagoghe. Tra gli oggetti in esposizione un libro antico che salvò la vita ad un ebreo romano nell’attentato dell’82: il libro porta il segno dei proiettili che per miracolo non colpirono l’uomo. Delle didascalie spiegano l'uso degli oggetti nelle celebrazioni liturgiche della tradizione ebraica: «Abbiamo cercato di interpretare i materiali raccolti - spiega il direttore del museo Daniela Di Castro - perché gli oggetti da soli non parlano». E proprio l’aspetto didattico-esplicativo è stato privilegiato, visto che intere scolaresche si recano ogni giorno a visitare il museo. Documento imperdibile è il video (proposto a ciclo continuo in italiano ed inglese) «Una stella sul Tevere. Gli ebrei a Roma dall’emancipazione a oggi», che ripercorre attraverso filmati d’epoca e testimonianze la triste pagina delle leggi razziali e delle deportazioni. Sono previste ogni giorno anche visite guidate del Tempio Maggiore e del Tempio Spagnolo. Il museo ebraico ospiterà, promettono i curatori, mostre provenienti da musei più prestigiosi di tutto il mondo. Info www.museoebraico.roma.it.