«Prezzi alle stelle? Crescono meno che nel resto d’Italia»

È bastata una sola frase per far scattare la polemica. «L’Istat c’è, però...». Lascia in sospeso il professor Campiglio, ma fa intendere che le analisi condotte dalla Camera di commercio su Milano ci sono e non ci sono. Un’ambiguità che ha scatenato da subito polemiche e reazioni. Ma cosa non va nell’intervento del professore? «Si è trattato di un intervento scolastico, assolutamente non esaustivo - si arrabbia l’assessore comunale al Commercio, Roberto Predolin, che ieri era presente alla conferenza -. L’indagine sulle città più care è stata affidata alla Mercer Human Resources, una società inglese che conduce studi di mercato su dati offerti da multinazionali. Non è un’indagine rotonda, ma settoriale che prende in considerazione un segmento della popolazione alto, chi spende nel centro di Milano».
Cosa manca, dunque?
«Il professore conferma i nostri dati che hanno registrato il fatto che da tre anni siamo sotto dai 3 ai 4 punti sul livello di inflazione. Tralascia, forse di proposito, il fatto che le città ancorate al dollaro statunitense sono state facilitate al ribasso rispetto alle nostre».
Quindi Milano non è cara...
«Non dico questo. Il Comune ha compiuto un costante sforzo di monitoraggio prezzi. Non dobbiamo dimenticare l’Osservatorio dei prezzi e i 50 prodotti alimentari che a rotazione abbiamo tenuto sotto controllo».
Si è parlato dell’inadeguatezza dei collegamenti...
«Milano sta pagando le indecisioni e la sonnolenza delle passate Giunte. Tuttavia mi sembra ingeneroso non ricordare il passante ferroviario, il raccordo verso il mare e il potenziamento della tratta Pero-Rho. Senza considerare che è stata la Provincia a bloccare il nostro progetto di potenziamento dell’autostrada che porta a Lecco e in Svizzera...»
La ricerca critica il basso impiego di giovani immigrati. Che cosa risponde?
«Anche qui è stata data una visione miope: la Regione ha trovato lavoro a tanti ragazzi nei campi dell’edilizia o come panettieri. Chi si rivolge a noi viene aiutato: se c’è la volontà di attivarsi, l’integrazione esiste. Gli altri vanno ad aumentare le file dell’illecito, della contraffazione e dell’abusivismo commerciale».