Prezzi calmierati e nuove rotte I vantaggi della «flotta sarda»

Era il 15 giugno del 2011 quando il presidente Cappellacci accese i motori della prima nave della flotta sarda, la “Scintu”, che collegava Civitavecchia con Golfo Aranci. Simboli e personale della Sardegna, prezzi accessibili, prodotti tipici del territorio e soprattutto una sfida agli armatori e al caro traghetti. «Cari sardi che vivete fuori dall'isola, cari turisti, - disse allora il presidente - preparate le valige perché stiamo venendo a prendervi». Pochi giorni dopo partì anche la nave Dimonios, dedicata alla mitica Brigata Sassari, che assicurava i collegamenti tra Porto Torres e Vado Ligure. Per la prima volta l'isola si ribellò così al monopolio del mare, divenuto un oligopolio. Non è un caso se, due anni dopo, l'Antitrust, accogliendo il ricorso della Regione e dei consumatori, rileva anche che le navi con i quattro mori furono l'unico strumento che calmierò i prezzi dei collegamenti marittimi schizzati alle stelle. L'iniziativa ottenne un vasto consenso sia da parte dell'opinione pubblica sia dai viaggiatori (furono X a scegliere le navi sarde per raggiungere l'isola). A due anni di distanza da quella sperimentazione la Sardegna non intende lasciare che la flotta sarda ritorni ad essere un sogno nel cassetto, ma diventi una realtà stabile. Da allora, infatti, è stata approvata anche una legge per costituire la Flotta Sarda della Sardegna. Il cammino non è facile, perché ancora pendono i giudizi dell'Unione Europea sul cabotaggio marittimi italiano e sulle vicende della Saremar, quando ancora era nella “pancia” della vecchia Tirrenia.
Il governatore ha chiarito nel frattempo al commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia l'operazione messa in campo due anni fa con la Saremar. Cappellacci ha spiegato le ragioni profonde che stavano alla base del progetto Flotta Sarda, tese a garantire il diritto alla mobilità dei sardi dopo gli improvvisi aumenti delle tariffe navali fatti registrare nel 2010. Cappellacci ha chiesto inoltre lo stralcio della posizione relativa alla compagnia navale sarda dalla procedura d'infrazione sulla proroga del monopolio con aiuti di Stato aperta in sede UE dopo la privatizzazione di Tirrenia. Un eventuale esito positivo permetterebbe di accelerare il definitivo via libera al progetto Flotta Sarda.
Si può comunque partire da un punto fermo: la giunta Cappellacci non vuole rinunciare a offrire prezzi calmierati ai tre milioni e mezzo di passeggeri che hanno intenzione di raggiungere le coste sarde nell'estate del 2014. E così si è messa al lavoro per trovare una strategia che non si impigli in ricorsi di privati antagonisti. In pratica, la Regione vuole costituire una società specifica che abbia la funzione di selezionare vettori che garantiscano tariffe controllate. I dirigenti del settore trasporti hanno già precisato che, per non avere alcun intoppo tecnico, saranno adottati bandi e gare che siano coerenti con le direttive dell'Unione europea. E con questo stratagemma si potrà scegliere una determinata compagnia di trasporti “sponsorizzata” dalla regione, per qualità di servizi e per tariffe calmierate. Questa sorta di lasciapassare di garanzia non sarà la flotta sarda ma conforta nel portafoglio il povero turista che così potrà non farsi spennare in piena estate da compagnie che mirano solo al profitto.
Il progetto continua a essere in cima ai pensieri dell'assessore ai trasporti ad interim, il presidente Cappellacci, che più volte ha detto: “Appena Bruxelles ci darà il via libera, noi siamo pronti a salpare”. E con il Governatore si schierano migliaia di sardi. C'è da sperare, dunque, che le navi con i Quattro Mori sulle fiancate tornino a navigare sulle rotte da Porto Torres, Olbia e Cagliari per Civitavecchia, Genova e Livorno.