Prezzi delle case: il boom è in periferia e nell’hinterland

Negli ultimi sei mesi quotazioni salite del 1,8 per cento in città, del 2,6 in provincia dove si compra a ritmo doppio. Gli esperti: «È uno degli effetti della nuova Fiera»

Effetto nuova Fiera sul mercato del mattone. Negli ultimi sei mesi i costi delle case sono cresciuti di più nei Comuni attorno a Milano che in città. È il dato che emerge dalla 30ª «Rilevazione dei prezzi degli immobili» realizzata dalla Borsa immobiliare della Camera di commercio, da cui risulta inoltre che gli affitti all’interno del capoluogo per la prima volta hanno smesso di salire.
Secondo la ricerca, nel secondo semestre del 2006 i prezzi degli appartamenti a Milano sono cresciuti dell’1,8 per cento (2,1 se si contano soltanto quelli nuovi), contro il 2,6 per cento della media degli altri Comuni. E a dimostrazione del fatto che gli appartamenti fuori città sono la nuova moda, il numero delle case vendute in provincia è cresciuto più del doppio rispetto a quelle del capoluogo (7,9 per cento contro il 3 per cento). Un dato che risente in parte dell’effetto calamita della Fiera di Rho-Pero, intorno alla quale il prezzo del mattone sale del 2,6 per cento, ripercuotendosi sull’intera zona Ovest della città, quella confinante con il nuovo polo (+3,1 per cento). Per il presidente della Borsa immobiliare della Camera di commercio, Antonio Pastore, i dati dimostrano che «non è più possibile pensare a Milano come a un’area racchiusa nei suoi confini. La città tende a crescere subendo effetti di aree esterne, come la Fiera di Rho-Pero, che nel tempo determineranno mutamenti nelle stesse dimensioni di Milano».
Zone maggiormente in espansione, dove i prezzi salgono di più, sono dunque oltre alla ovest anche il centro (+2,9 per cento) e la est (+2,7 per cento). Mentre il costo degli appartamenti resta sostanzialmente stabile nelle zone nord (+0,9 per cento) e sud (+0,8 per cento). Molto gettonate la Milano della moda, con una crescita del 2,8 per cento, e le fasce intorno alle aree verdi (+2 per cento). Le case più convenienti in assoluto si trovano nelle vie Salomone e Bonfadini, entrambe a 2.500 euro al metro quadrato, seguite da Forlanini-Mecenate a 2.700 euro. Altro record in zona Pisani-Gioia-Baiamonti: in cinque anni i prezzi sono cresciuti soltanto del 3,3 per cento. Off-limits, per chi vuole risparmiare, sono invece le zone Libia-Cirene e Selinunte-Rembrandt, cresciute entrambe del 6,2 per cento, Vittorio Emanuele-San Babila (+5,4 per cento) e, a sorpresa, Fulvio Testi-Bicocca (+4,7 per cento). Mentre i prezzi assoluti più alti continuano a essere in via della Spiga: ben 11.350 euro al metro quadrato, cioè 567.500 euro per un appartamento da 50 metri quadrati.
Meglio dunque cercarsi una casetta tranquilla fuori città, facendo attenzione però agli aumenti che negli ultimi sei mesi hanno coinvolto soprattutto alcune zone come il Nord Milano (+5,1 per cento e valori al metro quadrato sui 2.222 euro). Crescita più sostenuta rispetto alla media cittadina anche attorno al parco delle Groane (+4 per cento e 1.785 euro al metro quadrato), nella Martesana (+3,8 per cento, 1.633 euro), nel Castanese (+3,6 per cento, 1.252 euro), nel Magentino (+3,5 per cento, 1.510 euro), nel Sud Milano (+3,4 per cento, 2.014 euro) e vicino a Rho (+2,6 per cento, 1.716 euro). In crescita, ma meno rapida, sono invece la Brianza (+1,3 per cento, 1.633 euro), il Legnanese (+1,1 per cento, 1,453 euro) e la zona di Abbiategrasso (+0,4 per cento, 1.730 euro). Tutti prezzi che secondo Domenico Storchi, il presidente della Fimaa (la federazione degli agenti immobiliari), «potrebbero scendere tra il 5 e il 14 per cento se si tagliassero gli sprechi, riducendo cioè le spese condominiali. È questo il futuro: garantire che tali costi aggiuntivi non aumentino per dieci anni dal momento dell’acquisto».