Prezzi: volano luce, gas e benzina

L’elettricità in un anno è salita del 16,9%, la «verde» del 9,9% e il gasolio del 6,3%. Ma nel complesso il carovita a luglio è sceso al 2,2% contro il 2,3% di giugno

da Milano

Inflazione in leggera discesa a luglio, ma non per tutti i generi d’acquisto: benzina e gasolio viaggiano infatti a ritmi tre-quattro volte superiori alla media. E anche elettricità e gas vanno a incidere sui bilanci familiari: il conto della corsa dei prezzi del petrolio e del metano si fa davvero pesante. Ma vediamo le cifre. L'inflazione nello scorso mese è scesa al 2,2% dal 2,3% di giugno. Secondo l'Istat: su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,3%. Gli aumenti congiunturali più significativi sono stati quelli di bevande alcoliche e tabacchi (più 2,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 1,5%) e trasporti (più 0,7%). In calo invece i servizi sanitari e spese per la salute.
I prezzi della benzina e del gasolio anche a luglio sono invece risultati ben al di sopra del tasso di inflazione. La prima ha fatto segnare una crescita del 2,3% rispetto a giugno, il che ha portato il tasso tendenziale a più 9,9%, il gasolio è cresciuto dello 0,3 per cento su mese (più 6,3% la variazione rispetto allo stesso mese dell'anno precedente).
Consistenti rincari anche nell'ambito dei prodotti energetici per l'abitazione: un notevole aumento su base congiunturale per le tariffe dell'energia elettrica (più 5,2%) che fa salire il tasso di crescita tendenziale al 16,9%, dall'11,4% del mese precedente. Il prezzo del gas, poi, aumenta del 3% rispetto a giugno e del 9,5% rispetto a luglio del 2005.
Per quel che riguarda gli altri beni, all'interno del comparto alimentare, si osserva l'accelerazione del tasso tendenziale di variazione dei prezzi delle carni, passato dal 2,2% a giugno al 2,8% a luglio. In particolare, pressioni al rialzo si rilevano sia per la carne bovina fresca (4,8% la variazione tendenziale) sia per il pollame, il cui tasso tendenziale di crescita dei prezzi è salito a -1% da -3,3% dello scorso mese, con un incremento congiunturale del 2,8 per cento. Ma va rilevato che per il pollame si hanno degli indici di segno negativo: in altri termini a luglio si è avuto un calo dei prezzi inferiore a quello di giugno. Il comparto continua a risentire infatti di una crisi che data ormai dallo scorso anno.
Prosegue, inoltre, l'accelerazione in corso da molti mesi della crescita dei prezzi degli oli e grassi, aumentati del 13,5% rispetto all'anno precedente (a giugno, la variazione tendenziale era risultata pari al 12,9%).
Nel settore della salute la dinamica dei prezzi risente della riduzione di quelli dei medicinali (meno 2% su giugno), in particolare di fascia A.