Prezzo delle pasta alle stelle, indaga il garante

Mr Prezzi approfitta per la prima volta dei nuovi poteri. Il 6 e 7
novembre convoca cinque dei principali gruppi di produzione
della pasta. I consumatori: convochi anche i produttori pane,
indigna la doppia velocità dei prezzi<br />

Roma - Il prezzo della pasta sale alle stelle e Mr Prezzi approfitta per la prima volta dei nuovi poteri che gli sono stati conferiti dalla manovra triennale per tentare di correre ai ripari. Di fronte alle impennate della pasta di semola di grano duro arrivate ad ottobre a +32%, il Garante ha infatti deciso di convocare direttamente i produttori e le imprese della grande distribuzione.

Mr Prezzi, che è già intervenuto sulla filiera cerealicola e in particolare sul pane, ha così sfruttato per la prima volta i nuovi poteri e le nuove funzioni attribuitagli dal decreto legge 112 di giugno: "Il Garante - si legge nel dl - può convocare le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e dei servizi di largo consumo corrispondenti al corretto e normale andamento del mercato".

La prossima settimana, il 6 e 7 novembre, cinque dei principali gruppi di produzione della pasta (che coprono circa i due terzi del mercato) incontreranno quindi singolarmente Antonio Lirosi al ministero dello Sviluppo economico per fare il punto e verificare le motivazioni dei rincari. Anche se i nomi dei produttori non sono stati resi noti, non è difficile immaginare che tra i gruppi figurino marchi del calibro di Barilla o De Cecco. Subito dopo, l'11 novembre, sarà la volta della grande distribuzioni organizzata.

Qualche anomalia sul prezzo della pasta sembra essere emersa. Con le stime dell'inflazione di ottobre, l'Istat é sceso in dettaglio sui rincari di pasta e pane rilevando una forbice nell'andamento dei due alimenti: al calo del pane è infatti corrisposta un'ulteriore accelerazione della pasta. I numeri la dicono lunga: il comparto pane e cereali ha registrato un rallentamento del tasso di crescita dei prezzi, passando dal +10,7% di settembre al +9,4% di ottobre. In particolare il pane ha segnato un calo dei prezzi dello 0,3% in un mese e una frenata del tasso di inflazione dall'8,6% di settembre al +5,7% di ottobre rispetto ad ottobre 2007. Non così per la pasta, la cui corsa non sembra subire alcun rallentamento. Tra settembre e ottobre i prezzi sono aumentati dell'1,4%, mentre tra ottobre 2007 e ottobre di quest'anno l'incremento è stato di ben il 32%.

I consumatori: convochi anche i panificatori E' quanto chiedono Federconsumatori e Adusbef, secondo i quali "se la doppia velocità dei petrolieri irrita, quella relativa ai prezzi dei generi di prima necessità come pane e pasta indigna". "Questi sono prodotti fondamentali soprattutto per l'ampio utilizzo che se ne fa e per l'incidenza che questi prodotti hanno sulle famiglie meno abbienti - si legge in una nota -. La riduzione del prezzo del grano molto forte in queste ultime settimane ha portato il prezzo di questa materia prima a 0,25 euro al kg contro gli 0,48 dell'inizio di quest'anno. Nonostante ciò - proseguono le associazioni dei consumatori - i prezzi di pane e pasta continuano ad attestarsi rispettivamente in media nazionale a 3,20 euro al kg per il pane e a 1,60 euro al kg per la pasta: con questi prezzi si avrà una ricaduta per una famiglia italiana che consuma un chilo di pane e mezzo chilo di pasta al giorno un aumento di 105 euro per il pane e 73 euro per la pasta, per un totale di 178 euro in più all'anno, così che che per le famiglie nel 2008 la spesa alimentare costerà 565 euro in più (+9,8% sul 2007)".