Il prezzo del latte cala all’origine e cresce al dettaglio Boom Grana Padano

Il prezzo del latte alla stalle è infatti sceso del 6% rispetto al mese di marzo, arrivando a toccare i 37-40 centesimi al litro - ormai non così lontano dai 23 centesimi della Romania -, mentre quello del prodotto al dettaglio, nei primi otto mesi dell’anno, ha fatto registrare un incremento del 9,9%. Un rincaro che non sembra aver scoraggiato gli italiani, visto che i consumi sono cresciuti in media del 2%, con punte più alte in corrispondenza del prodotto fresco. Un argomento di grande rilevanza per la Lombardia, che da sola copre il 39,31% della produzione nazionale, per un valore che, nel 2007, ha raggiunto un miliardo e 850 milioni di euro.
Secondo l’indagine il prezzo medio al dettaglio sarebbe di 1,14 euro al litro. Una media da considerare con molta attenzione, visto che è sufficiente un breve giro in qualsiasi supermercato ben fornito per notare la sorprendente varietà di tipi di latte offerti cui, ovviamente, corrisponde un’equivalente varietà di costi. Per esempio, i risultati di una ricognizione all’Esselunga di viale Piave parlano di ben 26 tipologie il cui prezzo va dai 60 centesimi del parzialmente scremato «dell’Alto Eifel» agli oltre 3 euro del latte di capra «Galydà», anch’esso parzialmente scremato.
Sorprendenti i dati riguardanti il Grana Padano, il cui costo di produzione, 8,5 euro al chilo, ha superato dell’11% quello della vendita all’ingrosso (solo 7,5 euro al chilo). A non sorprendere è di conseguenza la crescita del consumo di questo formaggio, pari al 2,59% rispetto allo stesso periodo, gennaio-agosto, dello scorso anno.
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