Prg, il commissario emenda il Consiglio

Il Piano Regolatore è stato approvato ma, anche a seguito delle nuove procedure seguite e delle vicende che le hanno accompagnate, non se ne possono ancora stabilire con certezza modalità e contenuti. Basti l’articolo 115 delle norme tecniche di attuazione, relativo a una norma transitoria con la quale si è cercato di dare per approvate le varianti di Prg ancora in corso attraverso «accordi di programma»; molte di esse, però, in sede di approvazione definitiva sono state respinte e cancellate dall’elenco.
Questo, sottoposto all’approvazione finale, individuava 16 Programmi di intervento da recepire nel Prg come definitivamente approvati, ma ben dieci sono stati abrogati; fra questi, quello al punto j) è relativo agli «Indirizzi al sindaco (...) per la definizione dell’«accordo di programma» da sottoscrivere (...) per l’approvazione del progetto in variante al Prg vigente di demolizione delle torri di viale Europa n.242 e di costruzione di un complesso edilizio per residenze, uffici e commercio. Si tratta dell’avvio delle procedure per l’accordo di programma per demolire l’intero complesso dell’ex Ministero delle Finanze, pregevole opera di Cesare Ligini degli anni ’50, la cui destinazione del nuovo Prg a «Città storica» non consentirebbe l’intervento proposto sia come caratteristiche edilizie sia come destinazioni d’uso.
In questa situazione, il Commissario straordinario del Comune avrebbe approvato, addirittura dopo le elezioni, con i poteri del Consiglio (che scadono 45 giorni prima delle elezioni) una nuova delibera che smentisce clamorosamente quella di Consiglio comunale di due mesi prima, con la sola, ridicola differenza di 1.000 metri cubi in meno (rispetto a un totale di oltre 150.000 metri cubi).
Se tutto ciò rispondesse al vero, sarebbe un atto gravissimo, facilmente impugnabile. Una variante del genere a una destinazione che non rientra nelle scelte discrezionali del progettista, ma nella constatazione derivante da un’analisi (che, come dissi pubblicamente nel 2003, è forse il merito maggiore di questo Prg) delle caratteristiche storico-architettoniche complessive degli edifici, non può essere condotta leggermente, anche perché il termine «Città storica» non caratterizza un singolo edificio, ma un più ampio complesso urbano, come l’Eur, che l’intervento verrebbe ad alterare.
Non voglio tornare sugli aspetti di merito del nuovo progetto, circa il quale ebbi modo di riferire non positivamente, ma, di fronte all’entusiastico compiacimento del giornale da cui ho appreso la notizia (La Repubblica), vi è da chiedersi cosa lo stesso avrebbe scritto se la delibera avesse riguardato un progetto approvato da una giunta di centro-destra, e fosse stata adottata da un Commissario nominato da un governo di centro-destra, per di più dopo le elezioni.
(*) Urbanista