Il Prg e la fiera delle suggestioni

(...) hanno dimostrato la vitalità dei promotori, legata alla capacità e intraprendenza del presidente Susi e di una giovane generazione di imprenditori, nonché alla disponibilità delle ultime giunte comunali di una sinistra che ha decisamente accantonato le remore con le quali, dall’opposizione, ha ostacolato per decenni lo sviluppo della città e che sembra voler recuperare il tempo perduto, ma con scarso senso della misura ed eccessi (sotto il termine di progetti speciali), quali quello di piazza dei Navigatori e altri. Al termine della cerimonia, il sindaco Veltroni, da par suo, ha tratto le conclusioni, con i migliori auspici per la città. Confesso di essere uscito con una impressione tutto sommato piuttosto positiva. Ma poi, ripensando a quanto avevo inteso e scorrendo gli appunti presi su temi urbanistici, a me più congeniali, ho notato anzitutto che alla base di tutti gli interventi e di tutte le proposte vi era stata la definizione di uno status per Roma città metropolitana, intesa cioè non più negli attuali confini comunali ma nel suo più ampio territorio di relazione, cioè l’assoluto contrario di quella autonomia amministrativa cui aspira l’attuale giunta e del persistente rifiuto, suo e della Regione, di affrontare l’assetto urbanistico a partire da questa nuova dimensione territoriale e amministrativa, come non mi stanco di affermare da tempo. In secondo luogo, ho rilevato che le soluzioni e gli strumenti cui è affidata l’attuazione di tutti gli obiettivi citati sono concentrati nel futuro Piano Regolatore, sui cui contenuti, insufficienti prima ancora che scadenti, non intendo qui insistere. Ho dovuto, a questo punto, constatare di avere assistito all’ennesima rassegna di suggestioni che non trovo modo più elegante di qualificare che con il termine di assolute ovvietà.