Prg: prove tecniche di co-pianificazione per colmare i ritardi

Sono iniziati ieri nella sede dell’assessorato all’Urbanistica della Regione i lavori della conferenza di co-pianificazione per la definitiva approvazione del nuovo piano regolatore generale di Roma. Il piano avrà l’obiettivo di individuare gli adeguamenti necessari a renderlo compatibile alle previsioni degli strumenti di pianificazione in ambito territoriale, regionale e statale. I partecipanti alla conferenza hanno 60 giorni di tempo per predisporre uno schema di accordo di pianificazione, che deve essere sottoscritto entro i successivi 30 dal sindaco Walter Veltroni e dal presidente della Regione Piero Marrazzo. Al massimo 150 giorni (di cui 30 già trascorsi) e Roma avrà dopo 40 anni nuove regole e linee guida in ambito territoriale. La Provincia intanto ha terminato l’elaborazione dello schema di Piano territoriale provinciale di coordinamento, che sta per essere votato in Consiglio provinciale. Sul fronte degli spazi verdi, già dal 2004 è stabilito che circa 87.700 ettari, quasi due terzi del territorio romano, siano inedificabili. Inoltre decine di migliaia di ettari di zone agricole sono state poste sotto tutela e la metà circa di questa superficie è quella che costituisce buona parte dei 19 parchi presenti nell’area romana. «Con l’avvio della conferenza di co-pianificazione - spiega l’assessore all’urbanistica Roberto Morassut - si chiude il percorso di approvazione del nuovo Prg di Roma. Il nuovo Prg giunge all’atto finale dopo un ampio confronto tra l’amministrazione, i cittadini e le categorie interessate». «Il piano regolatore doveva essere operativo già entro il 2006, siamo a fine 2007 e il sindaco ritarda l’approvazione di altri 4 mesi - dichiara il capogruppo della DC per le Autonomie alla Pisana, Fabio Desideri - spostandolo così a ridosso delle elezioni provinciali». «Il 22 marzo 2006 - ha spiegato Desideri - il Consiglio comunale adottò il nuovo Prg. In quella occasione il sindaco disse che il piano sarebbe stato operativo entro il 2006, grazie al clima di collaborazione con la Regione. Ciò non è avvenuto e nessuno - continua Desideri - né Veltroni né Marrazzo, ha mai spiegato il perché. Solo ieri se ne è parlato annunciando l’approvazione tra 4 mesi in prossimità delle provinciali. Il motivo politico di ciò è: vincere, con l’aiuto del mondo imprenditoriale romano le elezioni provinciali della prossima primavera per riaffermare la propria leadership stringendo nel frattempo amicizie importanti e individuando anche un nuovo inquilino del Campidoglio».