Prg, rinvio a lunedì Il blitz di Veltroni ora rischia di fallire

Tutto rinviato a lunedì prossimo. L’ultima battaglia di Veltroni sindaco della capitale, vale a dire l’approvazione del Piano regolatore sta diventando cosa non facile. Per lo meno non «liscia» come forse la maggioranza capitolina sperava. Già qualche giorno fa, dopo che Veltroni aveva spiegato che rinviava le sue dimissioni proprio per il «tanto atteso Prg» a cui voleva partecipare ancora da primo cittadino, durante una riunione tra i diversi capigruppo in Campidoglio, si respirava una certa tensione. L’intera opposizione si è messa fin da subito sul piede di guerra verso un provvedimento che, proprio perché fondamentale per la città, «non può essere approvato in 48 ore». E ieri poi, durante la riunione della Giunta, la decisione di slittare tutto a lunedì, decisione presa dopo che il capogruppo dell’Udc Dino Gasperini ha sollevato il «problema» sulle «modifiche al Prg». In effetti dei cambiamenti ci sono stati: la Giunta ha apportato al testo della ratifica alcune precisazioni di carattere tecnico, come spiega il capogruppo del Pd, Pino Battaglia: «Le precisazioni riguardano innanzitutto l’impossibilità di utilizzare la compensazione per il Pineto: il Consiglio comunale aveva previsto che non ci fossero compensazioni, nella riscrittura questo passaggio non era del tutto esplicito, quindi è stato riscritto». Poi, c’è stato un errore materiale per il Santa Maria della Pietà: le norme regionali prevedono un restauro conservativo della struttura, mentre nel testo della ratifica si è parlato di ristrutturazione. «Il terzo punto - aggiunge Battaglia - riguarda lo strumento della perequazione, ovvero il modo in cui il Comune acquisisce le aree da destinare a servizi. È stata fatta un’aggiunta chiarificatrice dove si precisa che il Comune può avvalersi pariteticamente della perequazione e dell’esproprio». Davanti a queste modifiche, l’Udc fa da subito muro, perché spiegano a gran voce il regolamento comunale prevede che le eventuali modifiche ai testi da sottoporre al Consiglio comunale siano comunicate almeno 24 ore prima che il Consiglio si riunisca. «Sul Prg non ammettiamo alcuna forzatura - spiega il segretario regionale dell’Udc nel Lazio, Luciano Ciocchetti».
Contemporaneamente Alleanza Nazionale annuncia di voler fare «ostruzionismo all’approvazione del Piano in tutti i modi consentiti». A cominciare dal presentare migliaia di ordini del giorno per rallentare i lavori, spiegano, in una conferenza stampa, Gianni Alemanno, il capogruppo Marco Marsilio e altri consiglieri comunali di via della Scrofa. «Pretenderemo anche che siano discussi. Faremo tutto quello che ci è consentito per regolamento». Il motivo di questa serrata opposizione da parte di An è uno solo: «Veltroni piega alle esigenze di propaganda, i bisogni e le necessità della città - spiega Marsilio. Imporre la votazione del piano regolatore per martedì costituisce una forzatura politica e tecnica». Tre gli assi portanti su cui An imposta la sua battaglia: scarsa attenzione per l’edilizia sociale, mobilità e un nuovo piano regolatore che altro non è che un patchwork basato sulle varianti al vecchio Prg rutelliano».