Prg, se tutto va bene se ne parla nel 2008

Claudio Pompei

La città lo aspettava da più di quarant’anni: finalmente nel 2003 è cominciato l’iter per l’adozione del nuovo piano regolatore generale che, tre anni dopo, nella notte tra il 22 e il 23 marzo scorso, al termine di una maratona durata 16 ore ha portato al «sì» definitivo dell’aula di Giulio Cesare. Ma ora, per vedere davvero realizzato il progetto urbanistico, c’è il rischio di dover attendere addirittura il 2008. Il perché è presto detto: con una proposta di legge regionale, da ieri sul tavolo della Giunta, viene rimandato tutto al 31 dicembre del 2007. «Se andrà bene...» spiega il capogruppo della Dc Fabio Desideri che si è accorto del differimento dei termini nelle pieghe del testo. Eppure Veltroni a marzo proclamò in pompa magna che il nuovo Prg della capitale sarebbe diventato operativo entro il 2006, grazie al clima di collaborazione con la Regione. «L’ottimismo del sindaco - fa notare Desideri - si basava sul fatto che la maggioranza regionale, con la Finanziaria 2006, aveva introdotto tempi più stretti per l’approvazione dei Prg, modificando la normativa urbanistica (in particolare le leggi regionali 38/99 e 24/98). Ma un mattone fuori posto faceva crollare il castello dell’entusiasmo: le “norme velocizzanti” sarebbero, infatti, entrate in vigore solo dopo l’approvazione del Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr), ancora nella fase gestatoria. Oggi, 3 ottobre 2006 la Giunta regionale discute una proposta di legge per il rinvio dei tempi di adozione e di approvazione del Ptpr. Quest’ultima è rimandata a “entro il 31 dicembre del 2007”. Di conseguenza slitterà a data da destinarsi il via libera al nuovo Prg della capitale».
La novità negativa dell’ennesimo slittamento è stata accuratamente nascosta con il ricorso al «burocratese». «Il titolo della famigerata pdl, al numero 7 dell’ordine del giorno - spiega Desideri - a un occhio distratto non dice nulla: “Proposta di legge concernente modifiche alla legge regionale 6 luglio 1998 n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) e successive modifiche”. Nelle “successive modifiche” c’è tutto un mondo, tra cui l’approvazione del Ptpr come atto vincolante per dare la stura ai tempi stretti dei Prg: il famigerato mattone che oltre a far crollare il castello dell’entusiasmo veltroniano, costituirà un ulteriore inciampo per la Giunta Marrazzo».
La replica della Regione arriva dall’assessore all’Urbanistica Massimo Pompili il quale bolla la notizia come «destituita di qualsiasi fondamento. Semmai è vero il contrario». Poi, attraverso un tortuoso ragionamento, ammette che «l’iter per il Ptpr prevede, dall’adozione da parte della Giunta all’approvazione in Consiglio» altri sei mesi di tempo e ulteriori passaggi e spiega: «Si è ritenuto di dover modificare il termine per l’approvazione dello stesso portandolo al 31 dicembre 2007 al fine di evitare l’entrata in vigore delle norme di salvaguardia più restrittive contenute nell’articolo 21 della legge 24/98, che (quelle sì) bloccherebbero anche l’approvazione del Prg di Roma». Appunto, come volevasi dimostrare.