Il Pri: bipolarismo da correggere, inganna il popolo

Il segretario Nucara: «Fedeli al centrodestra ma andiamo alle consultazioni di maggio con le mani libere»

da Roma

Che s’aspetta da Silvio Berlusconi un partito riformista e laico, così laico da celebrare ancora il 20 settembre e la breccia di Porta Pia, un partito di poco peso numerico ma grande storia e bagaglio politico, un partito che rispetta i patti e sta lealmente nella Cdl? «Che continui ad essere quello che è, e che non si lasci condizionare dagli alleati più grandi», risponde Francesco Nucara. E per quel che riguarda l’immediato, che si impegni «per una legge elettorale che abbia o il premio di maggioranza o lo sbarramento, ma non tutti e due».
Chiede forse troppo l’Edera, che ieri sera all’Ergife ha aperto il suo 45° congresso? Ha infatti un’ambizione il Pri, e il segretario uscente (che sarà riconfermato domani) l’ha enunciata a chiusura della relazione: «Dobbiamo creare le condizioni perché ci siano liste in cui il logo dell’Edera possa ancora leggersi come simbolo e metafora di una vera identità politica». Rivendica la storia repubblicana e si dichiara alleato leale, Nucara. Ma il leader della Cdl, atteso oggi pomeriggio, non deve dare nulla per scontato: peserà poco il Pri, ma Berlusconi deve dimostrare di tenerci, a questo piccolo alleato. «Siamo ora in una posizione simile a quella dell’Udc», sorride Nucara dopo la relazione al congresso, spiegando che «per le amministrative i repubblicani si tengono liberi di scegliere le alleanze»: in Romagna ad esempio, storicamente il Pri fa le giunte con la sinistra. Ma a livello nazionale, non proprio come l’Udc, «aspettiamo gli eventi, rifiutiamo posizioni da terza via, da partitino minoritario e guardiamo alla fase nuova che si apre nel Paese, all’interno della quale dobbiamo trovare le alleanze».
Con l’occhio vigile alle affinità politiche storiche, e non a caso in prima fila tra gli ospiti c’erano Enrico Boselli e Gianni De Michelis ormai in dialogo riunificatore. C’era anche il segretario liberale Stefano de Luca. A rappresentare An Donato Lamorte e Pietro Armani. Per l’Udc, Rocco Buttiglione e Francesco D’Onofrio. I quali hanno gradito particolarmente (come i due socialisti, del resto), il passaggio della relazione di Nucara tesa a sottolineare come al di là delle «differenze tra centrodestra e centrosinistra, che sarebbe miope non vedere», paradossalmente «le divisioni all'interno dei due schieramenti politici che si contendono la leadership sono forse più profonde di quelle che dividono alcune componenti dei medesimi». Dunque, bisogna «correggere questo bipolarismo che divide i simili e costringe ad alleanze innaturali; che inganna il popolo costringendolo a schierarsi su falsi bersagli per difendere il passato e negare il futuro».