Prigionieri nella tormenta per l’autostrada bloccata

La protezione civile distribuisce coperte e alimenti tra auto e camion Chiusi parchi, scuole e cimiteri Voli dirottati

Prigionieri della neve. Come a dicembre. Prigionieri in autostrada di un maltempo ampiamente annunciato. E soprattutto prigionieri dopo che la perturbazione aveva lasciato ogni possibile via di scampo a chi doveva scongiurare il peggio. Perché a levante, sulla costa prima ancora che nell’entroterra, la paralisi è scattata nel pomeriggio, dopo che la neve aveva dato ampio «preavviso» in mattinata arrivando addirittura a fermarsi per un paio d’ore prima di riprendere con intensità. E invece si è arrivati a chiudere i caselli di Sestri Levante, Lavagna e Chiavari, in direzione di Genova, perché la A12 era già in tilt. Perché c’erano centinaia di Tir e di auto bloccati sulle corsie. E perché la protezione civile, dopo aver dato un (vano) allarme, si è trovata costretta a portare coperte e generi di conforto alle persone intrappolate. Una situazione che si è ripetuta, quasi contemporaneamente, nella zona della Spezia dove, i più fortunati, procedevano a passo d’uomo fino a raggiungere la prima usvita disponibile.
In mattinata era stato imposto dal prefetto Giuseppe Romano il blocco dei mezzi pesanti oltre le sette tonnellate e mezzo (sia sulla A12, sia sulla A7 tra Genova e Serravalle), ma i camion che si trovavano già in viaggio non sono riusciti a trovare in tempo un modo per fermarsi e hanno finito per contribuire alla paralisi. Così come la comunicazione dell’obbligo di catene (montate tra Sestri Levante e La Spezia, a bordo sul resto delle autostrade) è arrivata quando molti erano già in viaggio.
Disagi su strade e autostrade, dunque, ma non solo. Perché l’ordinanza del prefetto che limita gli spostamenti dei mezzi pesanti ha interessato anche i varchi portuali da dove i camion sbarcati non possono uscire. Una decisione contestata peraltro dai responsabili della Cna Fita, il sindacato degli autotrasportatori, che sottolineano i costi di questo blocco che ricadono solo sulla categoria. Ieri mattina invece la neve ha costretto la direzione dell’aeroporto Cristoforo Colombo a dirottare due voli in arrivo. Sulla pista sepolta da uno spesso strato di neve anche ieri pomeriggio non hanno potuto fare scalo due aerei.
La perturbazione, per quanto annunciata da giorni, ha comunque costretto a una serie di misure straordinarie, decise ieri dalle istituzioni. Come detto, ogni tipo di scuola della provincia di Genova resterà chiusa almeno per oggi, in attesa di vedere se la neve concederà una tregua per le prossime ore. E come quelli di scuole e parchi, sono rimasti chiusi già ieri anche i cancelli dei cimiteri della città di Genova. Neppure oggi sarà possibile portare un fiore sulle tombe dei defunti, come spiega il Comune, «per tutelare l’incolumità dei visitatori».
Ma la perturbazione non ha portato solo disagi e notizie negative. Ad esempio è stato revocato lo sciopero dei dipendenti dell’Amiu. I lavoratori che avevano già deciso di non intervenire oggi per l’ordinaria pulizia della città, di fronte alla situazione straordinaria e ai problemi già provocati dalla nevicata, hanno deciso di rinviare la protesta e di scendere in strada per cercare di limitare i disagi con il loro intervento. La Provincia di Genova inoltre ha comunicato che la forte nevicata era forse quello che ci voleva per ripulire l’aria, il cui livello di inquinamento era decisamente salito nei giorni scorsi.