PRIMA

Guido Mattioni

Cronaca di una morte annunciata. L’ex spia russa Aleksandr Litvinenko, ricoverato dal 1° novembre scorso per sospetto avvelenamento da tallio radioattivo, si è spento durante la notte nel suo letto all’ospedale University College di Londra. Da giorni era un fantasma aggrappato alla vita. Sguardo spento e testa ormai totalmente calva, Litvinenko aveva il fisico minato da una sostanza altamente tossica che può uccidere con estrema lentezza, intaccando via via le difese organiche. E ieri, le condizioni del 41enne ex agente dell’Fsb, i servizi segreti federali russi risorti sulle ceneri del Kgb sovietico, si sono improvvisamente aggravate.
Da «grave», il suo stato clinico è diventato «estremamente serio», rendendo necessario il ricorso al respiratore artificiale e al cardio-stimolatore. Ieri, l’ex 007 di Mosca, riparato cinque anni fa a Londra, dove è diventato anche cittadino britannico, aveva subìto un preoccupante infarto, forse addirittura un arresto cardiaco, con conseguente crollo della pressione arteriosa, definita dai medici come «catastrofica».
Come non bastasse, un ulteriore elemento di mistero si era aggiunto a questa inquietante vicenda, rendendola ancor più simile a un «giallo», o meglio a una spy story da Guerra Fredda. Secondo quanto reso noto dalla Bbc, che ha parlato con un amico dell’ex agente segreto - Alex Goldfarb - nuovi esami radiografici avrebbero rilevato la presenza, nell’addome di Litvinenko, di alcuni misteriosi corpi estranei, almeno tre, uno dei quali si sarebbe perdipiù rotto.
I corpi estranei che compaiono nelle lastre sarebbero stati individuati uno nella parte sinistra dello stomaco, uno nel colon e un terzo nell’intestino tenue. Potrebbero essere stati quindi proprio questi piccoli elementi solidi, di forma rotonda e definiti come imprecisati «oggetti di materiale denso», e non il tallio radioattivo (o quanto meno non solo quello), a trasformare l’ex aitante colonnello russo in una larva umana attaccata alle macchine.
La Bbc aveva anche citato una fonte ospedaliera che, pur rifiutando di rilasciare commenti sui risultati degli esami - «per rispetto al riserbo dell’interessato» - aveva aggiunto che «in considerazione dei danni subiti dal sistema immunitario, è possibile che Litvinenko venga posto in un più efficace isolamento per proteggerlo dalle infezioni».
Era stato lo stesso ex agente segreto a raccontare ai medici di aver cominciato a sentirsi male subito dopo l’incontro con due connazionali in un hotel londinese per prendere un tè. Più tardi, lo stesso giorno, aveva avuto un altro appuntamento (in un sushi-bar vicino a Piccadilly Circus) con un suo informatore, il docente italiano Mario Scaramella, ex consulente della commissione parlamentare sul caso Mitrokhin, che gli doveva sottoporre scottanti documenti sulla morte della giornalista russa Anna Politkovskaya (la grande accusatrice del presidente Vladimir Putin per la condotta dell’esercito e dei servizi segreti russi in Cecenia) assassinata a Mosca il 7 ottobre scorso.
«Io ordinai per tutti e due, ma lui non mangiò nulla», riferì ancora Litvinenko, definendo il professore italiano come «estremamente nervoso mentre mi passava un documento di quattro pagine da leggere immediatamente, che conteneva un elenco di persone, tra cui membri dell’Fsb, sospettati di essere coinvolti nell’omicidio della giornalista». Si sarebbe trattato della copia di un’e-mail, tanto che l’ex agente non si capacitava perchè Scaramella «fosse venuto di persona a Londra, quando avrebbe potuto semplicemente spedirmela». Da parte dell’entourage di Litvinenko si è tuttavia escluso che Scaramella possa essere implicato nel misterioso avvelenamento.
Sempre ieri il quotidiano londinese Times ha scritto che gli inquirenti avrebbero in parte identificato i due russi presenti nella sala da tè insieme con l’ex 007. Uno sarebbe stato un suo vecchio amico, Andrei Lugovoy, mentre dell’altro viene indicato soltanto il nome di battesimo: Vladimir. Di lui si sa che Litvinenko stesso, prima dell’incontro, aveva detto agli amici di nutrire sospetti. Ora tacerà per sempre.