Per le Primarie dell’Unione tanto rumore per nulla

Grande enfasi nei tiggì e nella carta stampata per sottolineare il «successo» alle primarie di Romano Prodi che incassa quasi il 75% dei consensi espressi nell’occasione. Considerando però che alle ultime elezioni politiche il centrosinistra conquistava, con molta approssimazione, quasi il 50% dei voti, il supposto «successo» attuale del professore alle primarie riguarda solo la metà della metà dei votanti della sinistra. Insomma, l’attuale «successo» sarebbe da ascrivere a non più di un quarto del suo elettorato totale. Poiché vi è da ritenere che la «chiamata alle armi» del centrosinistra contro il governo Berlusconi abbia richiamato agli pseudo-seggi elettorali tutti gli scontenti, l’attuale apparente grande vittoria di Prodi non sarebbe in qrado, conti alla mano, di spalancargli le porte di Palazzo Chigi. Infatti il 75% della metà della metà dei votanti dà un modesto 18% sul totale. Con buona pace degli ulivisti, dei rifondaroli, dei dipietristi, degli ex socialisti e dei no global che con le fanfare di radio, televisioni e carta stampata si sono mobilitati in massa senza portare a casa un risultato che fosse sufficiente per incoronare Prodi quale capo di un futuro governo.
Raimondo Ravelli - Milano