Primarie flop per i Democratici

Alle 19 avevano votato 7.189 degli «aventi diritto» tra iscritti e simpatizzanti (bastava avere più di 16 anni e abitare a Bologna): vale a dire una media di 146 persone nei 49 seggi allestiti in città. Dati lontani dai 45mila bolognesi che si recarono alle urne nel 2007 per incoronare segretario del Pd Walter Veltroni. E pure dai circa 120mila che l'anno dopo scelsero il Pd alle politiche. Numeri che, se non venissero nemmeno sfiorati, decreterebbero il flop delle prime primarie indette nella rossa Bologna per la scelta del successore di Sergio Cofferati a candidato sindaco della città (quattro gli aspiranti primi cittadini in lizza: Flavio Delbono, ex Margherita e attuale vicepresidente della Regione, sostenuto dai big del partito, Virginio Merola, Andrea Forlani e Maurizio Cevenini). Già ieri si è cominciato a votare, dunque, ma solo nel pomeriggio, oggi bis dalle 8 alle 20 (al seggio andrà anche l'ex premier Romano Prodi) e in serata uscirà il nome del vincitore. Il partito, che a livello provinciale ha 12mila iscritti, deve sperare nel pienone. «Avevo calcolato circa 200 votanti questo pomeriggio - constatava alle 17 Roberto “Ciccio” Cevenini dell'omonimo bar che tenne a battesimo nientemeno che il primo Ulivo di Prodi -, siamo a 50». Il seggio nel locale è allestito su un tavolo da biliardo: «Forse sono venuti più giornalisti che elettori...», scherza. Al Dopolavoro Ferroviario nel cuore della Bolognina, quella della svolta di Occhetto, per intendersi, le operazioni sono andate a rilento: su 850 aventi diritto, alle 17.30 avevano votato solo in 85. «Colpa del bar - secondo una delle scrutatrici -, il seggio doveva essere là, invece la sala all'ultima è stata affittata ad altri...». Anche al Circolo La Fattoria del Pilastro, storico quartiere popolare un tempo sinonimo di criminalità, alle 18 l'atmosfera non era frenetica: alle urne si erano recate 150 persone su 900. Meglio alla Casa del popolo “L. Corazza”, nel quartiere San Donato: «Siamo più o meno a 300 - spiega il presidente del circolo Paolo Natali -. Dovevamo essere nella sala più grande, ma sa, era in programma la tombola...».