Primarie, Forza Italia apre il dialogo con la città

Si terranno il 16 giugno le primarie a Roma di Forza Italia. Tutti i romani, iscritti o semplici simpatizzanti, potranno scegliere direttamente con il loro voto i componenti del futuro comitato direttivo e i due nuovi vice-coordinatori del partito cittadino. A presentare l’iniziativa ieri, in via dell’Umiltà, il coordinatore nazionale Sandro Bondi e il coordinatore regionale e commissario romano Francesco Giro.
Non meno di cento i gazebo che verranno allestiti il 16 giugno in città. Saranno aperti anche i circoli e i club del partito. «Mi dichiarerei insoddisfatto se venissero 5 o 10mila persone - dichiara Francesco Giro - Mi attendo invece almeno 50mila votanti. Vogliamo che il partito si apra realmente al territorio. Le nostre saranno primarie vere, non quelle finte di Prodi alle politiche del 2006, quando hanno litigato su tutto, perfino sui soldi. Con le nostre primarie noi invece siamo pronti ad instaurare un dialogo con la città, a rinnovare la nostra classe dirigente, a fare politica in modo nuovo, aprendoci al mondo dei giovani, delle imprese, del volontariato». Perché con le primarie, chiede qualcuno, non scegliete direttamente il nuovo coordinatore romano? «Perché vogliamo eleggere una squadra - risponde Giro - non limitare la corsa a 3-4 candidati».
Di particolare rilevanza per le primarie è il ruolo di Sandro Bondi, che presiederà il comitato dei garanti. Un nome, quello di Bondi, che dà autorevolezza all’evento, ma anche un respiro politico nazionale: «Presenterò questa iniziativa alla prossima riunione che terrò con i coordinatori regionali - promette - penso che le primarie possano essere un modello da estendere ad altre regioni, dobbiamo coinvolgere nella vita politica non solo i militanti ma anche i nostri elettori». La concomitanza con l’appello di Veltroni ai ministri di Prodi sull’emergenza sociale, stuzzica Bondi a qualche battuta polemica verso lo stesso sindaco: «È bastato parlare dei reali problemi della città, come ha fatto coraggiosamente Giro in questi mesi, per far cadere l’altarino di Veltroni su una Roma città modello, dove tutto è perfetto, dove addirittura non c’è opposizione per quanto le cose vanno bene». Sul futuro ruolo di Veltroni come leader del Pd, Bondi non risparmia altre battute al vetriolo: «È un partito di cui non si capiscono le finalità. In cui una parte, i Ds, si presentano dopo avere cancellato il passato, senza più identità, con un occhio ai vecchi comunisti e un altro ai miti kennedyani. Un partito che sembra un abito cucito su misura per Veltroni. Quello della politica fondata sulla pura illusione». Anche Giro non esita a puntare il dito sul sindaco: «Si dice che Veltroni è solo il sindaco dei festival del cinema, della musica. Non è vero. Veltroni è anche il sindaco dei poteri forti, che la città merita di avere per crescere. Solo che grazie a questi poteri sta utilizzando Roma per diventare un leader politico nazionale. A danno dell’amministrazione. Assistiamo ad esempio a una serie di flop sulle metropolitane, dalla C alla B1, con stazioni cancellate una dopo l’altra. Ma Veltroni tira dritto come nulla fosse. È ora di dire basta alla politica degli annunci, dietro cui c’è solo il nulla».
Sulle primarie, dall’interno di Forza Italia si registra un coro di adesioni. «I cittadini potranno partecipare finalmente alla vita politica del territorio», afferma il consigliere comunale Marco Pomarici. «Tra i dirigenti azzurri scelti dai cittadini, sono convinto, ci saranno diversi giovani», confida Andrea Saraceni, coordinatore romano Fi Giovani. Soddisfazione infine esprime anche Cynthia Calabria, coordinatrice Azzurro Donna, in risposta alle assicurazioni di Giro sulla presenza femminile nel prossimo direttivo.