«Primarie per il leader regionale»

Il futuro di Forza Italia appassiona e anima le conversazioni degli azzurri, ancora di più adesso che il Partito democratico veltroniano diventa di attualità anche a queste latitudini e i Circoli della Libertà spingono a raccogliere la sfida del partito unitario. Giancarlo Abelli, da sempre vicino a Silvio Berlusconi e uno dei punti di riferimento di Forza Italia in Lombardia, chiede di coinvolgere maggiormente gli iscritti: «La democrazia interna è sempre una buona ricetta. Più partecipazione nella scelta dei vertici sarebbe positiva».
Forza Italia è di gran lunga il primo partito della Lombardia ed è in continua ascesa. Perché cambiare le regole del gioco?
«Perché il successo è tutto basato sull’immagine di Berlusconi e far votare i vertici è un modo per motivare le persone a partecipare, pur nel pieno rispetto della leadership di Berlusconi, che non si discute. Inoltre, sarebbe un segno ulteriore di rispetto verso il partito per salvarlo dalle perplessità che permangono, anche se smentite, che il futuro sia diverso da Forza Italia».
Ha paura che venga sciolta Forza Italia?
«A domanda diretta, Berlusconi mi ha escluso questa possibilità. Ma se non tocchi più una struttura, l’impressione è che la si consideri un ferro vecchio e che non ci credi. Il dubbio degli azzurri adesso è se andrà avanti Forza Italia oppure se andranno avanti i Circoli. Io dico che è bene far andare avanti i Circoli ma anche Forza Italia. Per questo penso che serva un segnale».
Qual è il segnale che si aspetta?
«Primarie tra gli iscritti per eleggere anche il segretario regionale. La classe dirigente di Forza Italia esiste eccome. E non credo che sarebbe diversa se ci fosse una selezione naturale invece che la nomina da parte del presidente. L’investitura da parte del leader sarebbe comunque determinante, però aumenterebbero la partecipazione e la vivacità. Nessuno ha mai inventato un’alternativa ai movimenti o, come preferisco chiamarli io, ai partiti».
Però l’antipolitica sembra tornare di moda. C’è un problema di costi anche in Lombardia?
«Credo che il problema non riguardi tanto i parlamentari, il cui numero è adeguato così com’è, ma le società partecipate, dove gli emolumenti sono eccessivi. Perché, tanto per fare un esempio, uno che va in Fiera deve guadagnare quattro volte quel che guadagna Formigoni? E poi, se almeno fossero degli Einstein... saranno bravi, ma non sono unici».
La Lega ha proposto di abolire le preferenze. Una tentazione anche per Forza Italia?
«La Lega aveva posto il problema prima dell’insediamento della commissione Statuto, noi le avevamo risposto di no ed eravamo arrivati a un accordo senza toccare le preferenze. Se adesso cambiano idee e presentano un’altra proposta, allora prepareremo un progetto anche noi. Ma andando avanti così, il rischio è che si formino maggioranze diverse da quelle di governo».
C’è anche chi ha in mente, come la Margherita, di eliminare l’elezione diretta del presidente.
«I cittadini non possono essere espropriati di quel che credono sia un loro diritto, anche se di fatto non è vero che con l’elezione diretta scelgono loro, perché in realtà sono costretti a votare chi è stato scelto dai partiti. Credo che la strada giusta sia modificare la legge costituzionale in modo che se chi è stato eletto direttamente va via, possa essere sostituito almeno una volta».
Una legge ad hoc per Formigoni?
«Lo stesso problema riguarda tutti coloro che sono eletti direttamente: presidenti di provincia, sindaci...».