Primarie del Leonka: Fo «straccia» gli avversari

Gianandrea Zagato

Di schede elettorali ne hanno stampate 150mila. Obiettivo chiaro: bissare i centomila milanesi che, tre mesi fa, votarono per le primarie nazionali dell’Unione. Ma ammettono che l’impresa è impossibile: non tanto perché il «freddo» scoraggia gli elettori quanto per la scarsa capacità di richiamo rispetto a quella consultazione. Ma intanto un risultato già c’è. Alle «primarie» del Leonka vince Dario Fo. E, attenzione, non è scontato: Bruno Ferrante sperava infatti di conquistare consensi tra gli autonomi, dopo essersi speso per evitare lo sgombero del centro sociale. Purtroppo, per lui, incassa un magro 23 per cento contro il 62 andato al Nobel. Anticipo di voto alle «primarie antiproibizioniste» di via Watteau che misura l’indice di gradimento dei due aspiranti candidati sindaci. E mentre Fo lo giudica «di buon auspicio» nonostante «l’operazione propagandistica di Ferrante per arraffare qualche voto», l’ex prefetto preferisce non commentare. Ma torniamo al voto e alla paura che alle urne si presentino in pochi. La macchina organizzativa abbassa la stima dei votanti: cinquantamila al massimo, «difficilmente si ripeterà il successo ottenuto per Romano Prodi, quando in città votarono 101mila elettori» ammette pure Bruno Ferrante, l’aspirante candidato sindaco dell’Unione, che considera un exploit «prendere il 51 per cento dei voti». Previsione all’insegna della prudenza dell’ex prefetto che, oggi, trascorre una giornata in giro tra i seggi: 124 sedi di voto - di cui solo 43 in sezioni di partito e 4 in gazebo - aperte dalle otto alle ventidue, dove possono votare anche gli immigrati regolari da almeno tre anni - muniti di documento che ne certifichi permanenza e domicilio come il permesso di soggiorno - e i diciassettenni che compiranno diciott’anni entro maggio. Tutti ammessi al voto presentando o il coupon arrivato a casa nei giorni scorsi oppure un documento d’identità e il certificato elettorale. Documenti a parte c’è poi da versare un obolo (minimo un euro) e sottoscrivere le linee guida dell’Unione ossia un documento in cui si dichiara essere elettori dell’Unione. Procedure verificate da qualcosa come milleduecento volontari impegnati a gestire la macchina organizzativa: 124 presidenti di sezioni affiancati ognuno da cinque scrutatori oltreché dai rappresentanti di lista dei quattro aspiranti sfidanti del candidato sindaco del centrodestra Letizia Moratti. Costo dell’operazione a parte - intorno ai 130mila euro. Lo spoglio delle schede è previsto dopo le ventidue: Ferrante fa sapere che attende il risultato nel suo quartier generale di via Turati sperando «che ci sia una conversione forte su un candidato solo», mentre lo sfidante Dario Fo aspetta l’esito del voto nella sua abitazione di Porta Romana, dopo una giornata trascorsa anche lui tra i 124 seggi dell’Unione.