Primarie per il Pd: no degli elettori al candidato unico

da Roma
Per la corsa a leader del Partito democratico non un «one man show», ma una gara «vera e propria, con più concorrenti». A chiederlo è il 62% degli elettori del Pd. Non che venga messa in discussione la leadership di Veltroni ma, semplicemente, i sostenitori del futuro Partito della sinistra evidenziano l’esigenza di avere più «competitor». Il quadro della gara per il «trofeo Pd» emerge da un sondaggio Ispos condotto per Il Sole 24 ore, un quadro dove, con tanto di pennello e colori, vengono tracciati gli identikit dei possibili gareggianti. Un’idea di corsa a più concorrenti, tra l’altro, condivisa e ispirata anche dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, il quale, subito dopo il discorso di Veltroni dal palco del Lingotto, si apprestava a confidare ai suoi «speriamo di avere non solo lui, ma più alternative, altre idee, insomma, più candidati».
Questo il quadro Ipsos: il campione sondato (2000 persone intervistate tra il 2 e il 4 luglio) indica nettamente un’esigenza di competizione che è del 62% per gli elettori del Pd, del 54% degli incerti e del 53% degli altri dell’Unione. Inoltre, come alternativa al sindaco di Roma, il candidato più considerato è Enrico Letta (45%), seguito da Rosy Bindi (36%), Pierluigi Bersani (35%) e Francesco Rutelli (30%). In realtà, dal sondaggio arriva anche un suggerimento. Quello di un vero duello all’ultimo affondo: Veltroni contro Letta. Nessuno di più. Quelli che, nel popolo del centrosinistra, molti considerano come «due punti di riferimento» del Pd, che gareggiano e si sfidano per il trofeo finale. Peccato che però, come si sa, mentre il primo ha già lanciato il guanto ufficialmente, il secondo ancora tentenna. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva annunciato una probabile ufficializzazione della sua discesa in campo nei giorni scorsi. Ma poi (forse ragionando a mente fredda), ha cambiato idea. Preferisce, dice, aspettare ancora un po’, forse la metà del mese, quando lo scenario sarà più chiaro. E nel frattempo rimane alla finestra.
Nel sondaggio, comunque, allo scenario del duello, si arriva dopo un lungo percorso di richieste agli elettori Ds e Margherita sulla pluralità di candidature, per poi, via via, affinare la scelta e stilare le più gradite. Qui svetta il gradimento per il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, incoronato con il 63% delle preferenze dei militanti Ds e Dl. Gli «incerti» del Pd, invece, assegnano un ex aequo al leader della Margherita Francesco Rutelli (35%) e Rosy Bindi (34%).
Infine la domanda clou, quella che definisce se la sfida deve essere «vera o finta». E cioè, se gli elettori del Pd preferiscono che il candidato sia «in appoggio» a Veltroni o sia invece una reale alternativa. Sul gioco di sponda vince Rutelli (66%), mentre arriva ultimo nello scenario della sfida vera (30%). Chi rimonta è Enrico Letta, ultimo nei gradimenti come candidato-leader tra gli incerti (18%), penultimo tra i militanti Pd (48%). A sorpresa, come si diceva, scavalca tutti nel ruolo dello sfidante del sindaco di Roma, per un duello da vera suspense. Chissà che questo non finisca per convincere il tentennante sottosegretario a raccogliere il guanto, scegliere l’arma e accettare la sfida.