Le primarie rimandate a metà ottobre

Omar Sherif H. Rida

da Roma

Contrordine dall’Umbria: le primarie dell’Unione slittano di una settimana «per motivi organizzativi». La notizia del rinvio al 15 e 16 ottobre delle consultazioni per eleggere il candidato premier del centrosinistra è giunta ieri dal «Seminario sul programma» di San Martino in Campo, cui hanno partecipato Romano Prodi e gli altri leader della coalizione.
«Gli unici perplessi erano Antonio Di Pietro e Oliviero Diliberto», ha rivelato il capogruppo dello Sdi alla Camera, Ugo Intini, affrettandosi a precisare che «alla fine ci siamo trovati tutti d’accordo». «La pausa estiva - ha spiegato il diessino Vannino Chiti, coordinatore delle consultazioni - rallenta l’organizzazione e la definizione delle modalità di svolgimento».
In primis la collocazione dei seggi elettorali che, secondo Chiti, «dovranno essere allestiti nelle sedi di partito, delle associazioni e dei sindacati, e il più vicino possibile ai seggi elettorali». «Non possiamo utilizzare strutture pubbliche - gli fa eco Prodi, che ha poi annunciato il proposito dell’Unione di allargare il voto anche agli immigrati «regolari» - e occorre predisporre le garanzie di sicurezza e documentazione».
Caustico il commento del ministro delle Riforme, Roberto Calderoli: «A questo punto le primarie potevano farle il 2 novembre, visto che saranno la tomba della sinistra».